spazzatura varia

Rifiuti, spesa in aumento ma servizio inefficiente

Vola la tassa sui rifiuti. Nel 2018 è arrivata in tutto a 9,5 miliardi di euro e continua ad aumentare dal 2010, quando era di 5,4 miliardi di euro. La crescita è stata del 76% in otto anni. E aumenta anche il peso procapite della tassa sui rifiuti, la Tari appunto: in media è di 175 euro a livello nazionale ma quasi tutte le Regioni segnano cifre molto più alte. Si paga sempre di più per la spazzatura. Ma il servizio raramente è all’altezza della spesa complessiva chiesta a imprese e cittadini.

I dati sulla Tari vengono dall’Osservatorio Tasse Locali di Confcommercio (www.osservatoriotasselocali.it), strumento permanente dedicato alla raccolta e all’analisi di dati e informazioni sull’intero territorio relative alla tassa rifiuti (TARI) pagata dalle imprese del terziario. È un esborso che continua a salire. Fra le attività che pagano di più ci sono ortofrutta, fiorai e pescherie mentre gli aumenti più alti si registrano per discoteche, ristoranti, negozi di abbigliamento, librerie.

 

grafico tari
Tari procapite. Fonte: Osservatorio Tasse Locali Confcommercio, 2019

 

Tari procapite: la più alta nel Lazio

Aumenta però in modo generalizzato anche la Tari procapite. Si va dai livelli più elevati del Lazio (261 euro) a quelli più bassi del Molise. Nel dettaglio, la tassa sui rifiuti procapite si attesta a 261 euro nel Lazio, la più alta in assoluto. Seguono Umbria a 243 euro e Liguria a 225 euro. Sotto la media nazionale di 175 euro si piazzano solo Lombardia, Marche e Veneto.

«Lo scostamento dai fabbisogni standard è una delle principali cause dell’aumento dei costi di gestione dei rifiuti: in Piemonte, Basilicata e Calabria gli scostamenti maggiori, Toscana e Abruzzo le regioni più virtuose», dice Confcommercio.

Ma non c’è solo il tema dei costi. La qualità del servizio è l’altra nota dolente dell’intero settore perché, denuncia ancora la sigla, «a fronte di costi sempre più alti, calano livello e quantità dei servizi offerti dalle amministrazioni locali: solo 5 Regioni (Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte e Veneto) si collocano sopra il livello di sufficienza; nonostante ciò, a quasi tutte le categorie merceologiche si continuano ad applicare coefficienti tariffari in crescita».

 

rifiuti

 

Confcommercio: fiscalità sui rifiuti, serve dialogo con Arera

L’andamento in crescita della Tari riguarda quasi tutti i capoluoghi di provincia. «I costi del servizio inseriti nel piano finanziario rappresentano il principale fattore che determina poi le tariffe pagate dalle diverse utenze domestiche e non domestiche – spiegano dalla sigla –  L’aumento crescente dei costi di gestione dei rifiuti dimostra come nella tassazione continuino a permanere voci di costo improprie a copertura di inefficienze locali di gestione».

Sotto i riflettori c’è dunque la fiscalità legata alla gestione dei rifiuti, su cui Confcommercio chiede di intervenire a partire da una riforma complessiva che coinvolga un dialogo fra l’Autorità per l’energia (che ha le competenze di regolazione sui rifiuti urbani), gli operatori e gli imprenditori.

Per Patrizia Di Dio, membro di Giunta di Confcommercio con delega all’ambiente, la proposta è quella di «avviare con urgenza azioni concrete affinché si limiti la libertà fino ad ora concessa ai Comuni di poter determinare il costo dei piani finanziari includendo voci di costo improprie, come i costi del personale, vincolando gli enti locali al rispetto di norme di legge come quella che li obbliga a tenere conto dei fabbisogni».

La raccolta e la gestione dei rifiuti lasciano molto a desiderare in diverse aree d’Italia e in molte città la situazione è critica. «Pretendere un servizio adeguato – prosegue Di Dio – non è solo un’azione a tutela delle imprese ma anche e soprattutto un’azione a tutela di tutti i cittadini e della loro salute. Una città libera dai rifiuti, decorosa e pulita non può che accrescere quel senso civico che invece si sta perdendo e che rischia di alimentare una pericolosissima deriva culturale».

Codacons: cittadini usati come bancomat

La tassa sui rifiuti rappresenta «un paradosso tutto italiano», commenta il Codacons di fronte ai dati che segnalano l’aumento di spesa del 76% per la spazzatura.

I dati di Confcommercio, dice il presidente dell’associazione Carlo Rienzi, «confermano ancora una volta come i cittadini siano utilizzati al pari di “bancomat” attraverso l’imposizione di tasse in costante aumento su servizi essenziali come i rifiuti, nonostante la qualità dei servizi resi sia in netto peggioramento. Emblematico in tal senso è il caso del Lazio, dove il costo della Tari pro-capite è il più elevato d’Italia con una crescita del +7%, a fronte di un livello di qualità e quantità del servizio del tutto insufficiente».

Per l’associazione, la tassa sui rifiuti dovrebbe essere indicizzata al livello di soddisfazione degli utenti, collegando le tariffe al reale servizio sul territorio.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)