mani arcobaleno

Mettere fine alla criminalizzazione della solidarietà, riformare il sistema di Dublino, agire contro il linguaggio d’odio e la discriminazione. E ancora: affrontare in modo serio il cambiamento climatico. Porre fine all’esportazione di armi usate in guerre contro i civili. E verità per Giulio Regeni. È l’insieme delle richieste sui diritti umani che Amnesty International Italia ha presentato al nuovo governo M5S-Pd guidato da Giuseppe Conte.

 

Cambiamento di rotta

Un’agenda di temi che, di fatto, pone sul tavolo l’esigenza di un deciso cambio di direzione rispetto a quanto fatto e detto nell’ultimo anno dal Governo precedente. Amnesty rivendica in particolare l’azione di quelle persone che, in mare e in terra, «si sono messe concretamente di traverso, protestando pacificamente, sfidando provvedimenti illegali e proponendo narrazioni opposte al clima d’odio», ha detto il direttore di Amnesty Italia Gianni Rufini.

«Le nostre richieste, dalla cessazione della criminalizzazione della solidarietà e degli attacchi al sistema dell’immigrazione e dell’asilo al contrasto all’odio; dal ripristino di spazi di libertà alla protezione dei diritti economici e sociali; dall’adozione di una politica responsabile in materia di trasferimenti di armi fino a uno sforzo serio per chiederà verità per Giulio Regeni, riguardano temi e problematiche su cui le politiche del precedente governo si sono dimostrate insufficienti, in molti casi pericolose o, come nel caso del cambiamento climatico, vaghe e indefinite», ha detto Rufini.

«L’azione della società civile è stata di gran lunga la più impattante e significativa per contrastare le politiche di odio e discriminatorie, messe in atto da diverse forze politiche negli ultimi anni – ha detto ancora il direttore di Amnesty – Se il nuovo governo accoglierà le nostre richieste, potremo dire di essere di fronte a un forte cambiamento di rotta. È ciò di cui c’è disperatamente bisogno».

mani su filo spinato

 

Le richieste di Amnesty

Basta criminalizzare la solidarietà. Parte da qui l’associazione, che chiede al Governo di «fermare la campagna di criminalizzazione che è stata condotta in questi anni nei confronti della società civile attiva, in particolare, nel soccorso di migranti nel Mediterraneo e realizzare un quadro giuridico di tutela e di protezione dei difensori dei diritti umani, in linea con gli impegni presi in sede di candidatura per il seggio al Consiglio Onu dei diritti umani per il triennio 2019-2021».

Un deciso cambio di passo è quello che viene chiesto in tema di immigrazione. Interventi che comprendono un maggiore dialogo con l’Unione europea per la gestione degli sbarchi, la riforma del sistema di Dublino e percorsi sicuri e legali per le migrazioni, la revisione del sistema introdotto con il Decreto sicurezza in materia di protezione internazionale e l’avvio di politiche di integrazione serie e di ampio respiro, a partire dal reintegro del sistema Sprar.

Amnesty chiede inoltre di «promuovere una legislazione adeguata che sanzioni discriminazioni e abusi nei confronti delle categorie più deboli e stigmatizzare pubblicamente i rappresentanti politici che legittimano, stimolano e danno spazio a violente espressioni di odio».

 

guerra primo piano bambino

 

Verità per Giulio Regeni

Nelle richieste dell’associazione ci sono temi e campagne ormai storiche: si va dal miglioramento della trasparenza delle forze di polizia – la richiesta è di introdurre i codici identificativi per gli agenti – alla richiesta di mettere fine all’esportazioni di armi che vengono usate contro i civili, a partire dallo Yemen. Serve inoltre un deciso e serio impegno nella lotta al cambiamento climatico.

E viene ribadita la richiesta di verità per Giulio Regeni. Amnesty chiede di «agire con determinazione nel chiedere alle autorità egiziane la verità sul sequestro, la sparizione, la tortura e l’uccisione di Giulio Regeni attraverso un costante impegno nelle sedi multilaterali e nei rapporti bilaterali e valutando, nell’ambito di questi ultimi, l’adozione di tutte le misure utili a favorire una svolta significativa nelle indagini».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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