Microplastiche da pellet, UE: accordo provvisorio per ridurre l'inquinamento ( (Foto di Pete Linforth da Pixabay))
Microplastiche da pellet, UE: accordo provvisorio per ridurre l’inquinamento
Il Parlamento europeo e il Consiglio hanno trovato un accordo provvisorio sulla proposta della Commissione di regolamentare e prevenire l’inquinamento da microplastiche da pellet di plastica
La Commissione europea ha accolto con favore l’accordo provvisorio tra il Parlamento europeo e il Consiglio sulla proposta della Commissione di regolamentare e prevenire l’inquinamento da microplastiche da pellet di plastica lungo tutta la catena del valore, anche durante il trasporto, in particolare in mare.
“Il nuovo regolamento proteggerà l’ambiente garantendo nel contempo che le industrie europee possano continuare a operare ed espandersi in modo sostenibile”, ha commentato la Commissione.
Pellet e inquinamento da microplastiche, l’accordo provvisorio
Come spiegato dalla Commissione Ue in una nota, ancora oggi molti pellet di plastica si disperdono durante le operazioni quotidiane negli impianti di movimentazione o durante il trasporto e finiscono nell’ambiente, anche in mare, a causa di una gestione inadeguata da parte degli operatori marittimi e altri operatori. Questo è stato il caso, ad esempio, dei recenti incidenti avvenuti nella costa nordoccidentale della Spagna e nel Mare del Nord.
I pellet di plastica contaminano l’acqua e il suolo, compresi i terreni agricoli, e danneggiano gli ecosistemi e la biodiversità. Una volta ingerite, possono causare danni fisici o la morte di specie marine e costiere, come tartarughe marine, uccelli marini e molluschi. Si tratta, inoltre, di particelle persistenti, mobili ed estremamente difficili e costose da rimuovere dalla natura, e sollevano serie preoccupazioni circa circa l’impatto di un’elevata esposizione sulla salute umana.
“Le nuove norme – si legge – dovrebbero ridurre le perdite di pellet di plastica fino al 74%, contribuendo a preservare gli ecosistemi e la biodiversità, a ridurre i rischi per la salute umana e a migliorare la reputazione del settore. Ciò, a sua volta, andrà a vantaggio degli operatori economici, ad esempio nel settore dell’agricoltura, dell’acquacoltura e del turismo”.
“Al fine di ridurre gli oneri amministrativi per le piccole imprese la Commissione ha chiesto di limitare gli obblighi di certificazione alle imprese che trattano più di 1.500 tonnellate di pellet di plastica all’anno. Al di sotto di tale soglia sarà richiesta solo un’autodichiarazione. Inoltre, le imprese più piccole beneficeranno di un’assistenza speciale per conformarsi al nuovo regolamento”.

