Oggi lo Sciopero per il clima, Legambiente: urgente un decreto sblocca rinnovabili

Oggi lo Sciopero per il clima, Legambiente: urgente un decreto sblocca rinnovabili

Oggi, 25 marzo, i giovani attivisti di Legambiente e di #youth4planet scendono in piazza in oltre 20 città italiane per partecipare allo sciopero per il clima e per dire no alla guerra.

“Invece di pensare all’aumento delle spese militari – afferma Legambiente – si ricordi che per fronteggiare la crisi climatica ed energetica è fondamentale puntare e investire, in primis, su fonti rinnovabili ed efficienza energetica, cosa che in questi anni non è stato fatto; e così ora l’Italia paga lo scotto di questo ricatto del gas e del pesantissimo rincaro delle bollette che grava su famiglie e imprese”.

Per l’associazione ambientalista servono, quindi, politiche climatiche più ambiziose ed efficaci e azioni concrete a partire da un decreto sblocca rinnovabili.

Sciopero per il clima, le richieste di Legambiente

Il presidente di Legambiente Stefano Ciafani ribadisce, quindi, l’urgenza di un decreto sblocca rinnovabili che permetta di accelerare la spinta che serve allo sviluppo delle rinnovabili in Italia, di sostituire le centrali a gas costruite dopo il blackout nazionale del 2003 e ridurre i consumi annui di gas di 36 miliardi di m3 entro il 2026.

“Servono scelte coraggiose e un’ambiziosa azione climatica in grado di dimezzare le attuali emissioni entro il 2030 – afferma Ciafani. – Impensabile, ad esempio, riattivare gruppi termoelettrici a carbone o a olio combustibile. Bisogna, invece, moltiplicare per venti l’attuale velocità di sviluppo delle fonti rinnovabili. Non basta lo sblocco di sei parchi eolici varato dal Governo, bisogna fare molto più accelerando anche gli iter autorizzativi ed eliminando i sussidi ambientalmente dannosi, stimabili nel nostro Paese, complessivamente, in 35,7 miliardi di euro”.

Tra le azioni da mettere in campo – continua Ciafani – l’Italia deve aggiornare il PNIEC, con l’obiettivo di produzione del 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2035; autorizzare nei prossimi 12 mesi nuovi impianti a fonti rinnovabili per 90 GW di nuova potenza installata ed escludere, entro aprile 2022, l’autorizzazione paesaggistica per il fotovoltaico integrato sui tetti degli edifici non vincolati dei centri storici.

 

Sciopero per il clima (Fonte: Legambiente)
Sciopero per il clima (Fonte: Legambiente)

 

L’altra grande sfida che l’Italia deve affrontare – sottolinea ancora l’associazione ambientalista – è quella legata allo sviluppo delle comunità energetiche sull’intero territorio, coinvolgendo anche scuole, università, amministrazioni comunali e provinciali, per costituire comunità energetiche rinnovabili e solidali (C.E.R.S) e far diventare la transizione ecologica un’opportunità anche educativa e strutturale.

Per questo Legambiente lo scorso mese ha presentato il manifesto “Scuola e università a zero emissioni”, al quale hanno aderito Associazione Italiana Insegnanti di Geografia, Fridays For Future, Link, Rete degli Studenti Medi, Rete Nazionale Scuole Green, Save the Children, UdS – Unione degli Studenti, Unione degli Universitari.

Kyoto Club: semplificare le autorizzazioni di impianti rinnovabili

In occasione dello Sciopero per il clima anche Kyoto Club richiama l’attenzione sul ruolo delle energie rinnovabili nel contrasto alla crisi climatica, che – dichiara il Direttore scientifico di Kyoto Club, Gianni Silvestrini – “è purtroppo sottovalutato dal Governo a fronte della chiara disponibilità delle imprese ad investire rapidamente in questo settore”.

“Disponibilità bloccata però dalla lentezza delle autorizzazioni – prosegue -. La decarbonizzazione ha bisogno di un quadro normativo, composto di regole chiare e semplici da applicare, e che diano tempi certi alle procedure ma anche di linee guida che indichino come le diverse tecnologie debbano essere realizzate. E proprio le lungaggini burocratiche rischiano di rallentare il processo di decarbonizzazione e il raggiungimento degli obiettivi climatici al 2030 e al 2050”.


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