Animalisti chiedono al Governo d’impugnare la legge sull'uccisione degli orsi in Trentino (Foto Pixabay)

In una istanza invata dall’Oipa, le maggiori associazioni animaliste (Enpa, Fnpn, Lac, Lav, Leidaa, Leal, Lipu e Lndc) chiedono al governo italiano d’impugnare innanzi alla Corte costituzionale la legge della Provincia autonoma di Trento n. 2 del 7 marzo scorso che prevede l’uccisione fino a otto orsi l’anno.

Le associazioni esprimono netta contrarietà all’applicazione della norma perché “uccidere otto orsi l’anno è un atto violento e crudele che non incide sulla sicurezza dei cittadini e non giustifica le motivazioni riguardo il rispetto della conservazione della specie di orso bruno”.

Le associazioni evidenziano, inoltre, quanto tale legge risulti “impopolare” per i cittadini che hanno più volte manifestato dissenso rispetto all’attuale gestione dei grandi carnivori da parte della Provincia Autonoma di Trento, intavolando anche diverse azioni legali. L’istanza è stata inviata anche alla Commissione Europea – Direzione generale Ambiente.

Il contesto: una legge ingiusta

Le associazioni animaliste italiane stanno alzando la voce contro la controversa legge approvata dalla Provincia Autonoma di Trento. Il provvedimento, emanato il 7 marzo scorso prevede, infatti, l’uccisione di fino a otto orsi all’anno. Questa decisione ha suscitato indignazione e proteste da parte di vari gruppi animalisti, che ora stanno cercando di portare la questione davanti alla Corte costituzionale, nella speranza di annullare la legge.

Secondo le associazioni animaliste, l’idea di uccidere otto orsi all’anno è non solo crudele e violenta, ma anche inefficace nel garantire la sicurezza. Essi sostengono che non ci siano prove scientifiche a supporto delle motivazioni della Provincia Autonoma di Trento.

Le associazioni animaliste non stanno sollevando la questione solo per un sentimento di affetto nei confronti degli animali, ma anche per il rispetto dei principi fondamentali di giustizia e della conservazione della biodiversità. La decisione di uccidere gli orsi viene vista come una risposta estrema di fronte alle sfide della convivenza tra uomo e natura. Piuttosto che cercare soluzioni sostenibili e innovative, sembra che la Provincia Autonoma di Trento abbia optato per una politica di facile scorciatoia, ignorando le voci dell’opinione pubblica.

La richiesta tempestiva di un “intervento deciso”

Le associazioni animaliste invitano il governo italiano a prendere posizione e a impugnare la legge davanti alla Corte costituzionale. Chiedono una revisione urgente delle politiche di gestione della fauna selvatica in Trentino, promuovendo soluzioni basate sulla scienza, sull’empatia e sul rispetto della vita animale.

Le nove sigle chiedono un “intervento deciso” accompagnato da “un’opportuna azione legale mediante l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale” della legge trentina che potrebbe comportare l’uccisione di sedici orsi nel prossimo biennio. La controversia attorno alla legge evidenzia la necessità di una riflessione profonda sulla nostra relazione con il mondo naturale.


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