Piano Ue per l'auto, Legambiente: negativo il compromesso su conformità agli standard CO2 (foto Pixabay)
Piano Ue settore auto, Legambiente: negativo il compromesso su conformità agli standard CO2
La Commissione Ue ha presentato il piano per il settore auto, Legambiente: “ottima notizia la conferma del phase-out 2035 per veicoli a motore endotermico; negativa la concessione di due anni in più alle industrie automobilistiche per conformarsi agli obiettivi di CO₂ per le auto del 2025”
“La conferma dello stop entro il 2035 per i veicoli a motore endotermico è un’ottima notizia”: così Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente e Roberto Scacchi, responsabile nazionale mobilità, nel commentare il piano d’azione Ue sul settore auto presentato dalla Commissione europea.
“Un segnale importante” per l’associazione ambientalista, “accompagnato anche, tra le altre misure, dall’elettrificazione delle flotte aziendali, su cui è importante lavorare in questi dieci anni per riconvertire il comparto auto in vista del phase-out 2035″.
Il piano d’azione – si legge nella nota della Commissione Ue – “è accompagnato dalla comunicazione sulla decarbonizzazione delle flotte aziendali, che mette in evidenza gli esempi di migliori pratiche e incoraggia gli Stati membri ad adottare ulteriori azioni a favore delle flotte aziendali verdi, che rappresentano circa il 60 % delle nuove immatricolazioni di autovetture”.
Settore auto, più flessibilità per la conformità agli standard CO2
Ciafani e Scacchi ritengono, invece, “negativo il regalo che la Commissione Europea ha scelto di fare all’industria automobilistica, concedendo, nel piano auto Ue, due anni in più alle industrie automobilistiche per conformarsi agli obiettivi di CO₂ per le auto del 2025“.
Infatti, come spiegato dalla Commissione Ue, la Commissione stessa “proporrà una modifica mirata del regolamento sulle norme in materia di emissioni di CO2 per autovetture e furgoni questo mese. L’emendamento, se adottato, consentirebbe ai costruttori di automobili di conseguire i loro obiettivi di conformità calcolando la media delle loro prestazioni su un periodo di tre anni (2025-2027), consentendo loro di compensare eventuali carenze in uno o due anni con risultati in eccesso negli altri anni, mantenendo nel contempo l’ambizione generale sugli obiettivi per il 2025″.
“Si tratta di un compromesso per cercare di tenere buone le case automobilistiche, sostenute dal PPE, che chiedono di rivedere il bando dei veicoli endotermici al 2035 introducendo la neutralità tecnologica – affermano Ciafani e Scacchi. – Così facendo si renderà più netta la frattura all’interno dell’Unione tra i Paesi che hanno convintamente imboccato la strada verso l’elettrico, come Germania, Francia e Spagna e chi invece, come l’Italia, sembra tentare di rimandare l’inevitabile, cedendo mercato ai player asiatici e USA. L’Europa e i governi nazionali devono accompagnare l’industria e l’indotto auto a riconvertire il settore. Ci aspettiamo lo stesso impegno anche dall’Esecutivo Meloni la cui azione ad oggi è stata inefficace”.
Sempre in tema di mobilità pulita, “la Commissione – si legge nella nota Ue – sta lavorando a modi per stimolare la domanda di veicoli europei a emissioni zero. Il piano d’azione comprende misure che forniranno incentivi per passare a veicoli a emissioni zero e rafforzeranno la fiducia dei consumatori attraverso misure concrete, come il miglioramento della salute e della riparabilità delle batterie“.
Legambiente: serve investire sulla mobilità sostenibile ed elettrica
Ciafani e Scacchi ribadiscono, quindi, che “per avere città più sostenibili e a zero emissioni è fondamentale investire, in primis, su una mobilità sostenibile ed elettrica, insieme a più trasporto pubblico, rete ciclabili e micromobilità”.
Riguardo il tema dell’elettrificazione delle auto aziendale, infine, l’associazione ambientalista ricorda che si tratta di un” segmento strategico, considerando che ben il 62% delle vendite delle case europee riguarda il mercato aziendale. Secondo un recente studio di T&E, infatti, se si vincolasse la vendita dei veicoli aziendali ai modelli zero emission si potrebbe garantire ai produttori europei una domanda pari a circa il 50% delle vendite necessarie per raggiungere gli standard di riduzione del 55%“.

