Analisi Istat su “Preoccupazioni ambientali e comportamenti ecocompatibili” degli italiani (fonte foto: pixabay)

Preoccupazioni ambientali, ai primi tre posti clima, aria e smaltimento dei rifiuti

Clima, inquinamento dell’aria e smaltimento dei rifiuti sono le prime tre preoccupazioni ambientali degli italiani. Attenzione allo spreco di energia e acqua sono i comportamenti ecocompatibili più diffusi. Analisi Istat su “Preoccupazioni ambientali e comportamenti ecocompatibili” degli italiani

Clima, inquinamento dell’aria e smaltimento dei rifiuti sono le prime tre preoccupazioni ambientali degli italiani. I comportamenti ecocompatibili più diffusi, quelli che rivelano l’approccio dei cittadini verso l’ambiente, sono l’attenzione a non sprecare energia e acqua. Nelle analisi dell’Istat sugli Aspetti della vita quotidiana c’è anche il focus su “Preoccupazioni ambientali e comportamenti ecocompatibili” degli italiani, che fotografa le preoccupazioni ambientali più diffuse e i comportamenti di attenzione all’ambiente più ricorrenti.

Istat i problemi ambientali più preoccupanti. Da Preoccupazioni ambientali e comportamenti ecocompatibili 2021

Le preoccupazioni ambientali: clima, aria, rifiuti

Cambiamenti climatici al 52,2%, inquinamento dell’aria al 51,5%, produzione e smaltimento dei rifiuti al 44,1% sono le preoccupazioni ambientali più sentite dai cittadini.

«Pur con un trend in discesa, i cambiamenti climatici e l’inquinamento dell’aria – dice l’Istat – sono i temi ambientali che preoccupano oltre il 50% dei cittadini tra il 2019 e il 2021. Seguono lo smaltimento dei rifiuti e l’inquinamento acqua (intorno al 45%)».

Al contrario rumore, inquinamento elettromagnetico e deterioramento del paesaggio sono i problemi ambientali meno sentiti. Oscilla infatti tra il 12% e il 13% la percentuale di persone che considerano l’inquinamento acustico, quello elettromagnetico e il deterioramento del paesaggio tra le prime cinque preoccupazioni per l’ambiente.

Negli ultimi venti anni, prosegue ancora l’analisi Istat, si conferma come costante la preoccupazione per la qualità dell’aria. Nel 2021 oltre la metà dei cittadini esprime preoccupazione per la qualità dell’aria, quota pressoché stabile dal 1998.

Ulteriori fattori di rischio ambientale a livello globale vengono percepiti nell’inquinamento delle acque (40,1%) e nell’effetto serra e buco nell’ozono (34,9%).

Gli altri problemi ambientali preoccupano meno di tre persone su 10. In fondo alla graduatoria vi sono le preoccupazioni del futuro che coinvolgono una quota ristretta di persone, come le conseguenze del rumore sulla propria salute e la rovina del paesaggio, quest’ultima percepita in modo crescente nelle regioni con vocazione turistica, come Trentino-Alto Adige, Veneto, Marche, oppure in regioni industrializzate come la Lombardia.

La percezione dei problemi ambientali

Sul lungo periodo cala la preoccupazione per l’effetto serra (nel 2021 preoccupa il 34,9% delle persone, era il 57,9% del 1998) e aumenta quello per la crisi climatica. I cambiamenti climatici preoccupano infatti il 52,2% della popolazione (36,0% nel 1998).

L’indagine evidenzia anche una polarizzazione dei comportamenti fra Nord e Sud. Nel Mezzogiorno si è infatti più propensi a non usare prodotti usa e getta (23,2% delle persone di 14 anni e più nel 2021) e ad acquistare prodotti a chilometro zero (29,6%). Al Nord si evita soprattutto la guida rumorosa per mitigare l’inquinamento acustico (52,4%) e si usano di più i mezzi di trasporto alternativi (19,9%).

“La percezione dei problemi ambientali è legata a esperienze, conoscenze e attitudini personali ma è anche influenzata dai media e dai temi di politica pubblica”, sottolinea l’Istat.

Probabilmente le preoccupazioni legate al clima hanno un andamento legato alle policy e all’influenza mediatica.

«Valutando insieme i due problemi – effetto serra e cambiamenti climatici – emerge che l’attenzione aumenta in misura decisa a partire dal 2019 in concomitanza ai movimenti di protesta che hanno preso avvio a livello globale: oltre il 60% della popolazione si è infatti espressa in questa direzione».

Non sprecare l’acqua, imperativo in tempo di siccità e non solo (fonte foto: pixabay)

Comportamenti ecocompatibili

I comportamenti ecocompatibili raccontano anche dell’approccio dei cittadini all’ambiente. Quello che emerge è l’attenzione alla conservazione delle risorse naturali e al tema dello spreco. Fra il 2019 e il 2021 oltre il 67% degli intervistati dichiara di fare abitualmente attenzione a non sprecare energia, circa il 65% a non sprecare l’acqua.

«Nella popolazione di 14 anni e più i comportamenti ecocompatibili sono finalizzati soprattutto alla conservazione delle risorse naturali – spiega l’Istat – Nel 2021 il 67,6% degli intervistati dichiara di fare abitualmente attenzione a non sprecare energia, il 65,9% a non sprecare l’acqua e il 49,6% a non adottare mai comportamenti di guida rumorosa al fine di diminuire l’inquinamento acustico. Inoltre, il 37,1% della popolazione legge le etichette degli ingredienti e il 24,4% acquista prodotti a chilometro zero».

I comportamenti ecocompatibili meno segnalati riguardano la scelta di mezzi di trasporto alternativi (17,1%) e l’acquisto di prodotti biologici (14,8%).

È inoltre fra i comportamenti attenti all’ambiente che emerge qualche differenza di genere. Scrive l’Istat: «Il genere non influisce sulle preoccupazioni di tipo ambientale ma le donne sono mediamente più attente a mantenere comportamenti ecocompatibili. Le differenze più evidenti si colgono soprattutto sui comportamenti di acquisto: legge abitualmente le etichette degli ingredienti il 43,0% delle donne rispetto al 30,7% degli uomini e acquista come prassi alimenti o prodotti biologici il 17,2% delle donne e il 12,3% degli uomini. Le donne sono inoltre in media più accorte a non sprecare acqua (68,5% rispetto al 63,2%) ed energia (69,8% rispetto al 65,2%)».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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