Raee, questi rifiuti elettrici che rimangono ancora nei cassetti (Foto Pixabay)

Gli italiani sanno cosa sono i Raee ma non hanno idea di come gestirli. I rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) sono conosciuti da quasi nove italiani su dieci ma come smaltirli quando si rompono è un’altra faccenda. Molti di questi oggetti che funzionano a corrente o a batteria, una volta rotti o inutilizzati, finiscono nella polvere in cantina o, i più piccoli, dimenticati in qualche cassetto.

Oltre sei italiani su dieci non portano abitualmente i Raee nei centri di raccolta comunale; il 49% non conosce il ritiro “1 contro 1” (se compri un nuovo dispositivo, il negozio è obbligato a ritirare quello vecchio senza costi aggiuntivi); il 74% ignora l’esistenza del ritiro “1 contro 0” (un Raee piccolo può essere lasciato gratuitamente nei grandi negozi di elettronica, senza comprare nulla).

 

 

“Fai la tua mossa”

È quanto emerge da un’indagine promossa da Erion WEEE, Junker App, A Sud ed EconomiaCircolare.com che in occasione della Giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno lanciano una campagna di sensibilizzazione dedicata proprio al corretto smaltimento dei Raee.

La campagna si chiama “Fai la tua mossa”. Insieme ai risultati completi dell’indagine, verrà presentata giovedì 5 giugno 2025 a Roma, presso Casilino Sky Park, nel corso dell’evento “A che ora è la fine del mondo?”, organizzato da A Sud ed EconomiaCircolare.com nell’ambito del programma Cultura Sostenibile, con la partecipazione di Erion WEEE e Junker App.

La campagna “Fai la tua mossa”, che durerà 6 mesi, vuole sensibilizzare cittadini e giovani generazioni sulle diverse tipologie di rifiuti elettrici ed elettronici e sulla varia possibilità di smaltimento, per rende inoltre consapevoli dell’impatto ambientale che hanno smartphone, tablet, pc, tv, ma anche grandi elettrodomestici. Le attività di informazione e sensibilizzazione riguarderanno anche i più piccoli, grazie alla creazione di un kit per le scuole.

Secondo i dati dell’indagine, anticipati in una nota, solo il 29% degli intervistati afferma di recarsi più volte all’anno in un centro di raccolta comunale e, tra chi non lo fa, il 76% ammette di tenere le apparecchiature rotte o inutilizzate in cantina oppure abbandonate in qualche cassetto della propria abitazione, fino al punto di dimenticarsene. Le ragioni? In molti casi pesano la distanza dei centri di raccolta e la percezione di procedure troppo complesse. Non manca, inoltre, una quota di cittadini che riconosce di aver buttato erroneamente i Raee nel contenitore dell’indifferenziata.

«I risultati di questo sondaggio” – commenta Noemi De Santis, responsabile comunicazione di Junker app – restituiscono un’Italia in chiaroscuro. Da una parte emerge un buon livello di conoscenza, dall’altra è evidente che bisogna lavorare ancora molto per far conoscere le diverse modalità di conferimento. Solo così sarà possibile attivare una svolta nel riciclo di questa frazione, che, a fronte di un aumento dei volumi annuali di AEE immesse al consumo, si aggira intorno al 30%, ben lontano dal target europeo del 65%».

«Come associazione impegnata nella lotta ai cambiamenti climatici e attiva da anni con percorsi di educazione ecologista nelle scuole – ha dichiarato Nicole Marcellini, responsabile formazione dell’associazione A Sud – aderiamo con convinzione alla campagna di sensibilizzazione sui RAEE. Riteniamo fondamentale affrontare la questione dei rifiuti tecnologici come parte integrante della visione sistemica che portiamo nelle scuole che, a partire dalla crisi ambientale e dalla scienza del clima, attraversa temi più complessi come quello della giustizia e delle possibili soluzioni individuali ma soprattutto collettive. Informare, coinvolgere e rendere consapevoli le persone è un passaggio cruciale per contrastare l’estrazione incontrollata di materie prime e promuovere una cultura della riparazione e del riuso».

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