Caccia, al via la stagione venatoria e l'ENPA lancia l'allarme sul bracconaggio

Caccia, al via la stagione venatoria e l'ENPA lancia l'allarme bracconaggio

Riparte oggi la stagione della caccia con la preapertura in molte regioni italiane. Quasi tutte, in realtà. Sono infatti 16 le regioni che stanno dando il via anticipato alla stagione di caccia e per alcune specie molte hanno anche deciso il posticipo della chiusura al 10 febbraio, anziché al 31 gennaio.

In pericolo c’è soprattutto (ma non solo) la tortora selvatica. E questo, denunciano le associazioni ambientaliste, pone l’Italia anche a rischio di infrazione europea.

 

 

 

WWF: caccia anticipata è diventata abitudine

È una generale protesta quella che arriva dalle associazioni ambientaliste per l’apertura anticipata della caccia.

L’apertura ordinaria della caccia dovrebbe avvenire, secondo la legge nazionale n. 157/1992, la terza domenica di settembre, ma molte Regioni hanno concesso l’avvio della stagione venatoria in preapertura.

Si schiera contro questa pratica il WWF per il quale «quella che dovrebbe essere una deroga concessa solo in presenza di rigorose e determinate condizioni scientifiche, è ormai una consuetudine. Le “deroghe” sono quasi sempre autorizzate in violazione delle leggi italiane ed europee poste a tutela degli animali selvatici e delle aree dove vivono, si nutrono e si riproducono».

Il WWF denuncia il ricorso a “tecniche dilatorie” e a delibere di disciplina dei calendari pubblicate sempre più tardi, anche alla fine di agosto, per rendere difficile alle associazioni ambientaliste l’impugnazione dei provvedimenti.

«La caccia anticipata – spiega il WWF – che in molti casi è persino autorizzata nei confronti di specie selvatiche qualificate dai competenti organi scientifici europei o internazionali come “vulnerabili” o “in precario stato di conservazione”, ad esempio la Tortora selvatica, ha un gravissimo impatto sulle specie oggetto di prelievo e anche sulle altre specie che, anche se non direttamente  cacciabili nei giorni di preapertura, subiscono danni  indiretti per il disturbo in un momento particolarmente sensibile: quando i piccoli dell’anno sono ancora immaturi, le specie migratrici devono prepararsi ai lunghi voli di ritorno verso i luoghi di svernamento, la scarsità di acqua e cibo a causa delle siccità estive e gli incendi ha già debilitato molte specie. A tutto ciò vanno aggiunti gli immancabili abbattimenti illeciti di specie non cacciabili in preapertura».

Per il WWF «né il Governo nazionale, né l’Unione Europea riescono a mettere in campo misure idonee a contrastare questa deregulation».

 

tortora
Tortora

 

Caccia, in pericolo la tortora selvatica. Lipu: Italia a rischio infrazione europea

«È molto concreto il rischio che l’Italia diventi oggetto di una procedura di infrazione europea per la caccia alla tortora selvatica, come accaduto per Francia e Spagna».

Questa la denuncia che arriva dalla Lipu-BirdLife Italia a proposito della preapertura della caccia, concessa in pratica da tutte le regioni italiane con l’eccezione di Liguria, Valle d’Aosta, Lombardia (seppur la provincia di Brescia le abbia previste su cornacchia nera e grigia) e delle province autonome di Trento e Bolzano. In Veneto invece non si potrà sparare in preapertura perché il Tar ha accolto il ricorso di Lipu, Wwf, Enpa, Lav e Lac e non si potranno cacciare cinque tra le specie cacciabili inserite nel calendario: ghiandaia, tortora selvatica, cornacchia nera, cornacchia grigia e gazza.

La caccia alla tortora selvatica preoccupa in modo particolare perché, spiega la Lipu, «è autorizzata nonostante le richieste internazionali di moratoria, l’opposizione del ministero dell’Ambiente italiano, il Piano di gestione nazionale della specie (che sconsiglia le preaperture) e il parere negativo da parte dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale)».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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