Partono oggi gli Stati generali dell'azione per il clima (Fonte immagine: https://unbelclima.it/)

Fare rete contro il collasso climatico”. Partono da oggi gli Stati generali dell’azione per il clima, appuntamento lanciato dal collettivo “Ci sarà un bel clima” fino al 3 settembre. La prima assemblea dal vivo degli aderenti si svolgerà da oggi al Campo Base, festival dedicato alla montagna, alla natura e alla vita all’aria aperta ad Oira, in Val d’Ossola. Ma si tratta solo della prima parte di un percorso lungo un anno che, da programma, proseguirà fino ad aprile 2024 con un’assemblea finale che rappresenti i veri e propri Stati generali dell’azione per il clima.

L’obiettivo, ambizioso, è che gli Stati generali diventino “un soggetto permanente di decision-making per l’attivismo italiano”.

Ci sarà un bel clima

Chi sono i promotori? Così si presentano online: “Siamo un collettivo di attivisti climatici convinti che la chiave della transizione ecologica stia nella comunicazione e nel contatto, nella diffusione di messaggi onesti e responsabili, nella creazione di sentimento di coesione e positività. Vogliamo contribuire a innescare una trasformazione verso una reale giustizia ambientale e sociale”.

L’obiettivo è quello di “raccogliere, rafforzare e sostenere le voci dell’attivismo climatico italiano”.

Il manifesto del collettivo è “un appello rivolto a tutte le persone, per costruire insieme un percorso comune di trasformazione verso un futuro migliore e di benessere per tutti”.

Gli Stati generali dell’azione per il clima

“In Italia, l’impegno verso la causa climatica e ambientale è diffuso e coinvolgente – si legge sul sito del collettivo – Associazioni storiche, movimenti internazionali e comitati locali promuovono la transizione ecologica, rapida e giusta. Tuttavia, questa molteplicità di attori porta a una frammentazione di approcci e a un’inefficiente comunicazione con coloro che possono effettivamente mettere in atto il cambiamento: i decisori politici, che comprendono sia i cittadini votanti che i politici eletti”.

Per superare la frammentazione nascono dunque gli Stati generali dell’azione per il clima, “piattaforma di incontro e dialogo” con tre obiettivi: definire linee guida comuni per l’attivismo ambientale, creare una rete italiana per l’azione climatica, realizzare un documento che raccolga le attività svolte dall’attivismo italiano fino ad oggi, identifichi i punti cruciali per attuare la transizione in Italia e funga da proposta politica nel dibattito pubblico sul tema.

Il metodo adottato per gli Stati generali si ispira alle Assemblee dei Cittadini promosse da Extinction Rebellion, che mirano a rendere democratica e condivisa la risposta alla crisi climatica. Il progetto è a lungo termine e si svolgerà nell’arco di un anno, da oggi al 2024.

Motivazioni, obiettivi, impatto degli Stati generali

“L’idea degli Stati generali vuole chiamare a raccolta tutte le realtà formali, informali, di associazionismo che a diversi livelli e su diversi piani si occupano di ecologia, clima, ambiente, politica e società”, si legge nel documento di presentazione del progetto.

Si rivolge a tutte le realtà attiviste attiviste nate con la primavera ambientale del 2018, così come alle organizzazioni storicamente presenti sul territorio italiano. “Riguarda coloro che si occupano di problematiche socio-ecologiche urbane ed extraurbane, montane e costiere, che agiscono tramite metodi di disobbedienza civile o facendo advocacy”.

Un appello all’azione condivisa, insomma, in un’ottica propositiva che vuole avere un impatto a breve termine (creare più coesione nell’attivismo climatico italiano) e a lungo termine.

Sul lungo periodo, l’obiettivo dichiarato è quello di amplificare l’azione delle associazioni, “far sì che le realtà ecologiste diventino vettore per veicolare le esigenze dei cittadini circa la transizione ecologica; creare i presupposti affinché la classe dirigente renda effettive le politiche di adattamento e mitigazione, mettendo a regime gli strumenti già esistenti a livello territoriale, nazionale e comunitario”.

Gli Stati generali, infine, vogliono agire su scala sovraterritoriale, quella che la crisi climatica impone. “La coscienza che muove i gruppi della scena ambientalista si è formata anche attraverso le tante battaglie locali di protezione di comunità e di ecosistemi. Il legame con il territorio continua a rimanere centrale anche nell’attivismo odierno, ma l’emergenza climatica ci impone di ampliarne i confini”, si legge nel progetto del collettivo.


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