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Rifiuti, città che vai tariffa che trovi

Fra la città più economica e quella più costosa passano 383 euro di differenza, più dei 300 euro di media nazionale cui ammonta in Italia la tariffa dei rifiuti nel 2019. Fra la regione più costosa e quella meno cara passano 231 euro.

La città in cui la Tari, la tariffa dei rifiuti, costa di più nel 2019 è Catania, dove si pagano 504 euro in un anno, in aumento del 15,9% rispetto al 2018, contro i 121 euro di Potenza, che segna meno 13,7%. A livello regionale, quella più economica è il Trentino Alto Adige dove la Tari costa 190 euro, la più costosa la Campania con 421 euro.

 

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Infografica rifiuti, Cittadinanzattiva 2019

 

La Tari in Italia

Sono tante le differenze fra città e regione nel pagamento della tassa dei rifiuti. In media nazionale, la Tari ammonta a 300 euro e più di due famiglie su tre (il 68,2%) pensa di pagare troppo per la raccolta dei rifiuti, con una percentuale di otto cittadini su dieci in alcune regioni – l’83,4% in Sicilia, segue l’Umbria con l’80,2%, la Puglia con il 79,1%, la Campania con il 78,4%.

I dati vengono dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, in una rilevazione realizzata nell’ambito del progetto “Consapevolmente consumatore, ugualmente cittadino”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo economico.

L’associazione ha analizzato i costi sostenuti dai cittadini per lo smaltimento dei rifiuti in tutti i capoluoghi di provincia prendendo come riferimento nel 2019 una famiglia tipo composta da 3 persone ed una casa di proprietà di 100 metri quadri.

Nei capoluoghi di provincia, le tariffe sono aumentate in circa la metà (51 su 112 esaminati), sono rimaste stabili in 27 e diminuite in 34. A livello di aree geografiche, i rifiuti costano meno al Nord (in media 258 euro), segue il Centro (299 euro), infine il Sud, più costoso (351 euro).

 

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Infografica rifiuti, Cittadinanzattiva 2019

 

Città che vai, tariffa che trovi

Le dieci città più costose, con una spesa annua che supera i 400 euro, sono tutte collocate al Sud, mentre nella top ten delle più economiche solo tre sono meridionali, ossia Potenza, Vibo Valentia e Isernia.

Sotto il dato top di Catania, dove la Tari ammonta a 504 euro, si segnalano in seconda posizione Cagliari a 490 euro, in terza Trapani con 475 euro e subito dopo Benevento con 471 euro. Fra le città più economiche, invece, dopo Potenza a 121 euro si piazzano Udine a 167 euro e Belluno a 168 euro.

La raccolta differenziata a livello nazionale ammonta in media al 55,5% (dati Ispra) mentre il 23% finisce in discarica. A livello di aree geografiche anche in questo caso il Nord si posiziona al primo posto (66,2%) seguito da Centro (51,8%) e Sud (41,9%). Percentuali più elevate di raccolta differenziata in Veneto (73,6%), Trentino Alto Adige (72%), Lombardia (69,6%), Friuli Venezia Giulia (65,5%); le più basse in Sicilia (appena il 21,7%, Molise (30,7%), Calabria (39,7%).

 

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Infografica rifiuti, Cittadinanzattiva 2019

 

Problemi e differenze territoriali

«Solo il 60% delle amministrazioni comunali o delle aziende che gestiscono il servizio ha elaborato e reso disponibile la Carta dei servizi – dice Cittadinanzattiva –  Solo due su tre indicano il tipo di raccolta effettuata, la metà esplicita la frequenza con cui è effettuata. E al cittadino è ancor meno dato a sapere con che frequenza vengono igienizzati i cassonetti (lo indica appena il 47% delle Carte), pulite le strade (37%) o svuotati i cestini per strada (25%)».

Il settore dei rifiuti continua dunque a essere fonte di problemi e grandi differenze territoriali sia per costi del servizio sia per qualità.

«In tema di smaltimento dei rifiuti – dice Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – continuano a registrarsi in molte aree del Paese ritardi ed inefficienze e la transizione verso un’economia circolare, prevista dalla strategia 2020, sembra essere ancora lontana».

«Continuiamo a registrare – prosegue – una modalità di calcolo dei costi che non tiene conto dei rifiuti realmente prodotti e quindi non incentiva il cittadino a cambiare i propri comportamenti perdendo così un’occasione per costruire percorsi innovativi basati sul coinvolgimento di cittadini, aziende ed istituzioni in un circuito virtuoso. Molto marcate sono le differenze territoriali non solo in termini di costi del servizio ma anche di qualità e la rilevazione delle eventuali agevolazioni disponibili restituisce una fotografia molto variegata: vivere in una città anziché un’altra può voler dire disporre di un servizio gestione rifiuti costoso, insoddisfacente e con limitate agevolazioni a sostegno del pagamento della tariffa».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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