Terra dei fuochi, oggi tappa in Campania per la campagna Ecogiustizia subito (Foto Pixabay)

“Subito le bonifiche e si attui quanto richiesto dalla sentenza CEDU sul monitoraggio e la creazione di una piattaforma di informazione pubblica. È ora che anche per la Terra dei Fuochi soffi il vento dell’ecogiustizia”. Sono le richieste della campagna Ecogiustizia subito – In nome del popolo inquinato, che oggi ha fatto tappa in Campania con il flash mob a Napoli in piazza Plebiscito e la lettura della sentenza CEDU.

Terra dei fuochi, “è ora che soffi il vento dell’ecogiustizia”

La campagna nazionale Ecogiustizia Subito – In nome del popolo inquinato, promossa da ACLI, AGESCI, ARCI, Azione Cattolica Italiana, Legambiente e Libera, si è fermata in Campania per chiedere verità, giustizia e bonifiche immediate per la Terra dei Fuochi. Un appello che le associazioni hanno rilanciato oggi con un flash mob organizzato in piazza Plebiscito a Napoli, consegnando al prefetto di Napoli la lettera – destinata contemporaneamente anche al Ministro dell’Ambiente, al Commissario unico nazionale per la bonifica in Terra dei fuochi, al Presidente della Regione Campania, al Prefetto di Caserta – in cui riassumono le loro richieste a partire dalla definizione di una strategia volta a garantire un intervento sistematico, coordinato e globale sulla Terra dei Fuochi. Una straordinaria tappa fuori programma, necessaria dopo la pubblicazione della sentenza CEDU.

“La recente sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – spiegano i promotori della campagna – rappresenta una svolta fondamentale: essa costituisce una sentenza pilota che impone un cambio di rotta per il territorio della Terra dei Fuochi, troppo a lungo abbandonato e vittima di ingiustizie ambientali e sociali. Chiediamo pertanto che venga avviato un percorso partecipato, nelle forme e nei tempi indicati dalla sentenza, per garantire l’effettiva e immediata attuazione delle misure indicate dalla Corte Europea dei Diritti Umani e promuovere una nuova stagione di impegno istituzionale e civico nei territori più colpiti dai fenomeni d’inquinamento. È necessario che si lavori con celerità per far partire le bonifiche in questi territori feriti per troppi anni dagli ecomafiosi e dai trafficanti di rifiuti. È ora che anche per la Terra dei Fuochi soffi il vento dell’ecogiustizia. Per lo Stato italiano è tempo di assumersi le proprie responsabilità e di passare ai fatti per dare un nuovo futuro a questi territori”.

In Piazza Plebiscito davanti alla Prefettura le sei associazioni promotrici, insieme alle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e UIL, il comitato Stop Biocidio e Zero Waste, hanno organizzato un flash mob con la lettura della recente sentenza di condanna della Corte Europea, interpretata dall’attore napoletano Antimo Casertano, che ha condannato l’Italia per non aver fatto tutto ciò che poteva per proteggere il “diritto alla vita” di chi vive nella “Terra dei fuochi”, tra le province di Napoli e Caserta: 2,9 milioni di persone, distribuite in 90 Comuni, vittime di un sistematico e diffuso smaltimento illegale di rifiuti, dalle discariche abusive ai roghi.

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