Transizione ecologica, le proposte per una gestione green delle pavimentazioni stradali

Transizione ecologica, le proposte per una gestione green delle pavimentazioni stradali

La transizione ecologica può viaggiare anche su strada. Pavimentazioni stradali con elevate prestazioni, maggiore durata di vita, alti tassi di riciclo, riducono, infatti, il fabbisogno energetico e contribuiscono in modo significativo alla riduzione delle emissioni di gas serra e del consumo di risorse naturali.

Questo il focus del Convegno “Le strade al bivio della transizione ecologica, organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile in collaborazione con il Green City Network e il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che propone un percorso in otto punti per l’elaborazione di linee guida nazionali che introducano un approccio innovativo, green e circolare alla manutenzione dei 670 mila km di pavimentazioni stradali della rete viaria nazionale.

“Il contributo del settore delle pavimentazioni stradali al raggiungimento degli obiettivi climatici – ha dichiarato Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – può venire da un rinnovato approccio di gestione nell’ottica di ciclo di vita della pavimentazione stessa – dalla progettazione, alla scelta dei materiali, alla realizzazione dei lavori – che favorisca la circolarità delle risorse e riduca le emissioni di gas serra”.

Transizione ecologica su strada, parola chiave “recupero”

La prima proposta per le strade italiane è quella di incentivare il riutilizzo del conglomerato bituminoso da recupero proveniente dalla demolizione delle pavimentazioni stradali, che offre vantaggi ambientali sia per quel che riguarda il consumo di risorse, sia per quel che riguarda le emissioni di gas serra.

Per l’efficienza energetica del settore si raccomandano soluzioni progettuali, tecnologie e pratiche di esecuzione dei lavori in favore dell’utilizzo di conglomerati bituminosi preparati e stesi a temperature ridotte, nonché a freddo e l’utilizzo di fonti rinnovabili e soluzioni impiantistiche completamente elettriche.

Si propone, inoltre, di allungare il ciclo di vita della pavimentazione con tecnologie che prevedono l’utilizzo di polimeri modificanti nella preparazione delle miscele di conglomerato, utilizzando anche materiali provenienti dal riciclo di rifiuti, come ad esempio il polverino di gomma proveniente dal recupero di pneumatici fuori uso o poliolefine derivate dal riciclo di plastiche selezionate.

 

Transizione ecologica strada

 

Manutenzione e criteri ambientali

Il quarto punto riguarda le manutenzioni, che non devono essere considerate come mere attività di riparazione, bensì sono da inserire nel quadro di una strategia di gestione delle pavimentazioni stradali. Il controllo e monitoraggio periodico dello stato di salute delle strade contribuisce a garantire una maggiore durata di vita utile di esercizio di una pavimentazione stradale, influendo positivamente sulle prestazioni di sostenibilità dell’opera.

Si raccomanda, inoltre, l’adozione di un decreto CAM (criteri ambientali minimi) per le pavimentazioni stradali. Un provvedimento prioritario per orientare le scelte della pubblica amministrazione verso tecnologie e soluzioni innovative e circolari a ridotto impatto ambientale, nonché per stimolare il mercato al raggiungimento di tali obiettivi.

Un altro aspetto cruciale nella transizione del settore verso la sostenibilità è l’adeguamento delle norme attuali di progettazione, costruzione e manutenzione delle strade alle innovazioni progettuali e tecnologiche ad elevata circolarità dei materiali e di efficienza delle lavorazioni.

Transizione ecologica, valutare i costi di ciclo di vita

Il Codice degli Appalti Pubblici prevede che nelle gare d’appalto per l’acquisto di beni e servizi da parte dell’amministrazione pubblica siano presi in considerazione i costi di ciclo di vita del bene, inclusi i costi associati alle esternalità ambientali, tra cui quelli legati all’attenuazione dei cambiamenti climatici e alle emissioni di gas a effetto serra. Si raccomanda, dunque, di favorire un’ampia applicazione di tali analisi, predisponendo un adeguato supporto di conoscenza e organizzazione alle amministrazioni pubbliche coinvolte.

Fondamentale, infine, una formazione continua e la condivisione delle conoscenze: ossia mettere a sistema le competenze ingegneristiche, economiche, ambientali, normative, organizzative, nonché le esperienze di cantiere, come informazioni organizzate facilmente accessibili attraverso piattaforme digitali di knowledge management, in affiancamento a programmi di formazione continua del personale su tutti gli aspetti di innovazione che riguardano l’ambito della gestione delle pavimentazioni stradali.

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