ALIMENTAZIONE Pesce azzurro, che passione! Cronaca da Anghiò
Buono, gustoso, nutriente ed economico. Ma soprattutto azzurro! Tanti e tutti positivi gli aggettivi per alici, suri, sgombri, tonnetti, palamite, protagonisti indiscussi di Anghiò, il festival del pesce azzurro che si è svolto dal 16 al 19 Giugno a Riviera delle Palme di San Benedetto del Tronto. Help Consumatori ha sperimentato di persona i sapori delle tante versioni di ricette del pesce azzurro. Il tutto accompagnato da un ottimo Pecorino Offida Doc. Rigorosamente fresco, visto i 30 gradi e l’alta percentuale di umidità che si respira per le strade.
Apro la mia degustazione con una ricetta siciliana: un Suri agli agrumi e marmellata di cipolle. Amo il pesce azzurro, ma il suri l’ho raramente degustato. Decisamente ottimo, una ricetta fresca e profumata per una delle specie ittiche che meglio concilia il principio "mangiare meglio e spendere meno". Proseguo con un piatto sardo, la Millefoglie di tonno. Un portata decisamente bellissima da vedere, con una estetica che di certo fortunatamente non confonde dai sapori. Decido di farmi anche un viaggetto all’estero con due proposte catalane: la Focaccia con verdure acciughe e le Sardine ripiene mari e monti alla salsa romesco.
E’ giunta però l’ora di onorare i padroni di casa. Dal Croccantino di alici all’aceto balsamico alla Palamite in brodetto allo Sgombro marinato con le cipolle di Tropea scopro che si tratta di ristoratori tutti di San Benedetto e non rimango delusa della cucina marinara di uno dei più importanti centri di pesca dell’Adriatico se non d’Italia. Come mi confermano gli stessi organizzatori di Anghiò mi trovo nel secondo porto in Italia per quantità di pesce pescato e numero di imbarcazioni impegnate.
Mi chiedo se i consumatori, i cittadini, le massaie e gli uomini ai fornelli di tutta Italia possano immaginare che il pesce azzurro si possa prestare a così tanta fantasia culinaria. Alici marinate a parte, difficilmente i ristoranti e le pescherie dello Stivale si trovano delle offerte valide per il cd pesce povero.
Fortunatamente Anghiò non è solo degustazioni. E’ anche informazione e approfondimenti e, perché no, formazione dei cittadini. Un esempio può essere la presenza in diretta della trasmissione di Radio Due, Decanter. Si può anche diventare "Pescatori per un giorno", partecipando alla gita in barca organizzata dalla manifestazione dove si può assistere a una dimostrazione di pesca con ritiro delle nasse.
In questa ottica si inserisce benissimo il "Laboratorio sulle regole fondamentali per una spesa consapevole al banco del pesce delle pescherie e dei supermercati" organizzato in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino Marche. In particolare, ricordo le parole di una delle maggiori esperte veterinarie per il settore ittico, Valentina Tepedino, direttrice di Eurofishmarket: secondo quanto riportato dal Ministero per le Politiche Agricole sono registrate circa 800specie di pesce. Questo significa che sono in commercio in Italia. La quasi totalità di queste specie sono sconosciute al consumatore. Troppo spesso si parla di triglie, persici senza sapere che per ognuno di questi nomi esistono più specie, molte delle quali provenienti dall’estero".
Senza mezzi termini la Tepedino spiega come "le etichette non aiutano certo i consumatori. La denominazione di specie, informazione obbligatoria in etichetta, è spesso vaga e generale". C’è di peggio. In occasione del Laboratorio, il Movimento Difesa del Cittadino ha presentato i dati del rapporto sull’etichettatura dei prodotti ittici nei mercati rionali. I dati del 2010 evidenziano una illegalità diffusa, solo 4 banchi su 10 sono in regola. La denominazione commerciale della specie, però, è l’informazione più presente nei mercatini: 80% dei casi. Mi auguro solo che sia quella esatta!
Di Silvia Biasotto

