Da oggi un pacco di sigarette, in Italia, potrà essere venduto anche a 1 euro. Sparisce, infatti, il prezzo minimo per le sigarette, introdotto nel 2008 da un decreto del Ministero dell’Economia. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla società Mizar Srl, importatrice di tabacchi lavorati, che lamentava un danno economico derivante dalla normativa italiana, annullando di fatto il decreto del Ministero. I giudici della II sezione del Tar (Pres. Luigi Tosti, Rel. Salvatore Mezzacapo), nell’accogliere il ricorso – contro il quale era intervenuto in giudizio anche il Codacons – si sono rifatti alla sentenza della Corte di Giustizia CE del 24 giugno 2010 con cui la Corte ha statuito che "la Repubblica italiana, prevedendo un prezzo minimo di vendita per le sigarette, è venuta meno agli obblighi che le incombono in forza dell’art. 9, n. 1, della direttiva del Consiglio 27 novembre 1995, 95/59/CE, relativa alle imposte diverse dall’imposta sul volume d’affari che gravano sul consumo dei tabacchi lavorati, come modificata dalla direttiva del Consiglio 12 febbraio 2002, 2002/10/CE".

"Dalla pronuncia della Corte – spiega il Tar – deriva l’illegittimità comunitaria del contestato decreto, recante appunto la fissazione del prezzo minimo dei tabacchi lavorati, il quale va dunque annullato, previa disapplicazione della legislazione nazionale poiché contrastante con il diritto comunitario".

"Ciò significa – afferma il Presidente Carlo Rienzi – che da oggi le sigarette in Italia potranno essere vendute anche ad 1 euro a pacchetto, con conseguenze inimmaginabili sulla salute umana, considerando che già oggi il fumo provoca 80mila morti all’anno nel nostro paese. Per tale motivo presenteremo appello al Consiglio di Stato, affinché venga rivista la decisione del Tar, nell’interesse dei cittadini".

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