"Nell’ambito di una dieta equilibrata, il latte di crescita per bambini tra uno e tre anni è superfluo". È questo il parere dell’Istituto tedesco per la valutazione del rischio, BfR, un ente governativo che si occupa di sicurezza degli alimenti, e riportato dal Fatto Alimentare. Il latte di crescita è un prodotto pensato proprio per i bambini di età compresa tra uno e tre anni, già svezzati, ma che non sarebbero ancora pronti per il latte vaccino. Il latte di crescita si differenzia da quello vaccino perché contiene meno grassi e meno proteine mentre ed è più ricco di vitamine e minerali (come ferro e zinco).

Secondo alcuni studi ci sarebbe una correlazione tra un’alimentazione ad alto apporto proteico durante la prima infanzia e lo sviluppo di obesità negli anni successivi; un prodotto con meno proteine potrebbe prevenire questo rischio. Un maggior contenuto di ferro dovrebbe prevenire il rischio di carenza, eventualmente ipotizzabile nel caso di un’alimentazione a base di latte di mucca. Ma, secondo il BfR, "non ci sono prove scientifiche definitive che mostrino come una riduzione dell’apporto proteico nei primissimi anni si accompagni davvero a un rischio minore di obesità". E poi con l’arricchimento in vitamine e minerali, c’è la possibilità di assumerne troppi, a discapito di altri micronutrienti presenti in maggior quantità nel latte vaccino. Insomma, conclude il presidente di BfR, Andreas Hensel: "Da un punto di vista nutrizionale e fisiologico il latte di crescita non è necessario. Meglio puntare sul latte di mucca scremato, in modo che contenga meno grassi".


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