Autovelox, meno di uno su dieci risulta omologato
Su 11 mila autovelox informalmente rilevati, solo mille risultano omologati. Assoutenti: “Un quadro che apre la strada a una vera e propria valanga di ricorsi nei prossimi mesi”
Autovelox, si rischia una valanga di ricorsi (Foto Pixabay)
Meno di un autovelox su dieci risulta omologato. Secondo il censimento parziale avviato dal Ministero dei trasporti, su 11 mila autovelox informalmente rilevati in Italia solo 1000 dispositivi risultano omologati. Solo 3800 apparecchiature si sono registrate sulla piattaforma telematica messa a disposizione e solo mille avrebbero i requisiti di omologazione corretti. Un decreto dovrà fare ordine sulla materia. Ma già si annuncia una possibile valanga di ricorsi.
«Gli autovelox – afferma il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso – devono essere uno strumento di prevenzione e tutela, non un mezzo per fare cassa né tantomeno una fonte di contenzioso infinito. Servono regole chiare, strumenti pienamente legittimi e trasparenza totale. Solo così si può tutelare davvero la sicurezza sulle strade e i diritti dei consumatori».
Il caso autovelox
La questione autovelox scaturisce dal fatto che omologazione e approvazione sono procedimenti diversi per cui, se l’autovelox è approvato ma non omologato, le multe – secondo la Cassazione – sono da cancellare. Una sentenza della Cassazione ha infatti stabilito la nullità delle multe elevate dagli apparecchi approvati ma non omologati.
La Corte di Cassazione nell’aprile 2024 ha accolto il ricorso di un automobilista su una multa per eccesso di velocità perché l’autovelox non era omologato. Per la Cassazione l’omologazione è una procedura che “ha anche natura necessariamente tecnica e tale specifica connotazione risulta finalizzata a garantire la perfetta funzionalità e la precisione dello strumento elettronico da utilizzare per l’attività di accertamento da parte del pubblico ufficiale legittimato, requisito, questo, che costituisce l’indispensabile condizione per la legittimità dell’accertamento stesso“.
La conseguenza potrebbe dunque essere una pioggia di ricorsi da parte degli automobilisti multati da autovelox non completamente a norma.
Il MIT ha trasmesso al Mimit il decreto autovelox per la sua successiva notifica a Bruxelles, e ha trasmesso il decreto al Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici per il relativo parere. Il decreto tiene conto degli esiti del censimento degli autovelox. “Su circa 11 mila dispositivi informalmente rilevati sul territorio – spiega il Ministero dei Trasporti – solo 3.800 si sono registrati sulla piattaforma. Di questi, poco più di mille rientrano automaticamente nei requisiti di omologazione in fase di adozione”.
Assoutenti: a rischio la sicurezza
Per Assoutenti senza certezze normative sono a rischio sicurezza e diritti dei consumatori.
«I dati forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – ha detto il presidente Gabriele Melluso – parlano chiaro: a fronte di migliaia di dispositivi installati sul territorio nazionale, sono poco meno di 1.000 gli autovelox effettivamente autorizzati dallo Stato. Un quadro che apre la strada a una vera e propria valanga di ricorsi nei prossimi mesi, con conseguenze rilevanti per cittadini e amministrazioni».
«È indispensabile che enti locali, prefetture e Ministero attivino immediatamente un tavolo di confronto istituzionale per fare chiarezza e dare certezze giuridiche. Non si può lasciare un tema così delicato in una zona grigia normativa che penalizza sia i consumatori sia la credibilità delle istituzioni».
Secondo Assoutenti, l’attuale incertezza rischia di produrre un effetto paradossale. «Se passa il messaggio che gli strumenti non sono omologati e che le sanzioni possono essere facilmente annullate, il deterrente degli autovelox viene meno. Il rischio concreto è che molti automobilisti, sentendosi “coperti”, possano decidere di viaggiare oltre i limiti di velocità, con evidenti ricadute sulla sicurezza stradale».
