Carburanti, Governo valuta accise mobili. Intanto i prezzi corrono
Giorgia Meloni: “Stiamo valutando le accise mobili”. I prezzi di benzina e diesel continuano a correre. Il gasolio supera i 2 euro/litro, il livello più alto da luglio 2022. Le ripercussioni sulle famiglie: aumenta il pieno, entro marzo spesa alimentare fino a 45 euro in più al mese
Carburanti (Foto Pixabay)
«Stiamo valutando le accise mobili, nel caso i prezzi aumentassero in modo stabile». È quanto ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni rese al Senato, affrontando fra i diversi temi quelli del caro energia e dell’aumento dei prezzi dei carburanti. Con lo scoppio della guerra in Medio Oriente è stato immediato l’effetto sui prezzi del petrolio e da giorni gasolio e benzina rincarano. L’Autorità per l’energia ha attivato l’Unità di vigilanza energetica, mentre al Mimit si riunisce a cadenza settimanale la Commissione di allerta rapida sui prezzi.
Verso le accise mobili?
Le associazioni dei consumatori chiedono l’applicazione delle accise mobili ma al momento il provvedimento non è stato preso.
«Riguardo all’attuale aumento dei prezzi dei carburanti – ha detto oggi Giorgia Meloni – il messaggio che voglio dare agli italiani ma anche a chi dovesse pensare di sfruttare questa situazione per arricchirsi sulla pelle dei cittadini e delle imprese è: consiglio prudenza. Perché faremo tutto quello che possiamo per impedire che si speculi sulla crisi compreso se necessario recuperare i proventi della speculazione con una maggiore tassazione delle aziende che ne fossero responsabili».
Meloni ha proseguito dicendo: «Sui carburanti, stiamo valutando anche di attivare il meccanismo delle cosiddette accise mobili nel caso in cui i prezzi aumentassero in modo stabile. Questa attivazione è stata peraltro chiesta anche da parte dell’opposizione» (Fonte: Ansa).
Gasolio oltre i 2 euro al litro
Nel frattempo i mercati petroliferi continuano a essere agitati.
E sui prezzi medi alla pompa, spiega Staffetta Quotidiana, si riversano i rialzi registrati sui prezzi consigliati: “la benzina sfonda così quota 1,8 euro/litro in media nazionale self service (non succedeva da oltre un anno, dal 7 marzo 2025), il gasolio supera di slancio la soglia psicologica dei due euro al litro (livello più alto dal 5 luglio 2022)”.
Lee medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina sono i seguenti:
benzina self service a 1,802 euro/litro (+19 millesimi);
- diesel self service a 2,013 euro/litro (+43);
- benzina servito a 1,936 euro/litro (+17);
- diesel servito a 2,140 euro/litro (+43).
- gpl servito a 0,703 euro/litro (+1), metano servito a 1,487 euro/kg (+10), Gnl 1,233 euro/kg (+1).
- autostrade: benzina self service 1,886 euro/litro (servito 2,139), gasolio self service 2,066 euro/litro (servito 2,316), Gpl 0,835 euro/litro, metano 1,525 euro/kg, Gnl 1,310 euro/kg.
Rincari sul pieno: più 14,5 euro per il diesel
Dall’inizio della guerra in Medio Oriente, spiega il Codacons, il prezzo del gasolio alla pompa è salito complessivamente del +16,8%, portando un pieno di diesel a costare 14,5 euro in più rispetto a fine febbraio, per un aggravio di spesa di 348 euro l’anno ad automobilista. Nello stesso periodo la benzina è rincarata del 7,8%, con un rincaro sul pieno da 6,5 euro, +156 euro su base annua.
Spesa alimentare, rialzi fra 25 e 45 euro già a marzo
L’aumento dei costi dell’energia è destinato a trasferirsi sui prezzi dei beni alimentari e di largo consumo, per l’impatto del trasporto su gomma delle merci.
Il risultato, secondo Codici, è che le famiglie vanno verso una spesa aggiuntiva fino a 45 euro al mese in più già da marzo.
Entro la fine del mese, spiega l’associazione, i beni alimentari potrebbero registrare aumenti compresi tra lo 0,5% e l’1,5%, con effetti più evidenti su ortofrutta fresca, latte e prodotti lattiero-caseari, carne, pane e derivati dei cereali.
“Per le famiglie italiane – conclude Codici – questo scenario potrebbe tradursi in un aumento della spesa mensile compreso tra 25 e 45 euro, con una perdita complessiva di potere d’acquisto stimata tra 300 e 540 euro su base annua, qualora la dinamica inflazionistica dovesse consolidarsi nei prossimi mesi”.
