Caro vita, ActionAid: in Italia 430mila bambini e ragazzi costretti a rinunce su cibo e socialità

Secondo il report, c’è chi non può permettersi ogni giorno frutta e verdura o un pasto proteico, e chi non può invitare ogni tanto gli amici a casa per giocare o mangiare qualcosa

0
Caro vita, ActionAid: in Italia 430mila bambini e ragazzi costretti a rinunce su cibo e socialità

Caro vita, ActionAid: in Italia 430mila bambini e ragazzi costretti a rinunce su cibo e socialità (foto Pixabay)

In Italia il caro vita grava sui più giovani. Nel 2024 (ultimo dato disponibile), sono circa 430mila, il 5,6% dei minori sotto i 16 anni, i bambini e i ragazzi che vivono in famiglie costrette, per ragioni economiche, a rinunce che riguardano l’alimentazione o la socialità.

È quanto emerge dal report di ActionAid sulla povertà alimentare in Italia, che combina le difficoltà legate all’acquisto di cibo, le forme più gravi di insicurezza alimentare e la spesa delle famiglie grazie all’analisi di tre indicatori: indice DAMS da dati EU-SILC, scala FIES da FAO e povertà alimentare su base dati ISTAT.

Caro vita, a farne le spese sono soprattutto i bambini

Secondo quanto emerso dal report, c’è chi non può permettersi ogni giorno frutta e verdura o un pasto proteico, per esempio a base di carne, pesce o equivalente vegetariano, e chi non può invitare ogni tanto gli amici a casa per giocare o mangiare qualcosa. Nel 2021 erano il 5,3%, circa 419mila.

L’allarme più forte riguarda i bambini tra i 6 e gli 11 anni. Tra il 2021 e il 2024 – spiega ActionAid – la quota di chi sperimenta problemi nell’accesso al cibo e alla sua socialità passa dal 3,8% al 6,8%: circa 220mila bambini, quasi 90mila in più rispetto a tre anni prima. Le difficoltà economiche portano, inoltre, alla rinuncia a libri, gite, attività nel tempo libero dalla scuola o vestiti e scarpe nuove.

La casa rappresenta una delle principali uscite con cui deve competere la spesa alimentare. Tra i minori, chi vive in una casa di proprietà senza mutuo, le difficoltà alimentari o sociali riguardano il 3,6%; tra chi vive in affitto salgono al 12%, sia nel mercato libero sia negli alloggi a canone agevolato. Oltre tre volte tanto.

“Il paradosso è evidente: mentre l’Italia si interroga sul calo delle nascite, crescere dei figli e diventare adulti è sempre più difficile. Le rinunce cominciano dal cibo e dalla possibilità di invitare un amico a casa, continuano negli anni dello studio e arrivano alla ricerca di un lavoro e di un’abitazione che permettano di costruire una vita autonoma”, dichiara Roberto Sensi, responsabile del programma povertà alimentare ActionAid Italia.

La difficoltà economica può pesare anche nel passaggio alla vita adulta. Tra le persone a rischio di povertà, la deprivazione alimentare riguarda il 27,3% dei giovani tra i 25 e i 34 anni. Ma gli anziani non sono al riparo: tra i 65 e i 74 anni l’incidenza è infatti elevata, al 27,2%.

About The Author

What do you feel about this?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *