Povertà assoluta, Consumatori: dati drammatici

La povertà assoluta in Italia riguarda l’8% delle famiglie e il 9,3% dei residenti, per un totale di oltre 5,4 milioni di persone. Codacons: in dieci anni i poveri aumentano

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Povertà assoluta, dati drammatici (Foto Pixabay)

La povertà assoluta in Italia continua a mordere. I dati dell’Istat dicono che nel 2025 è stabile o in leggera flessione rispetto all’anno precedente, ma sono sempre 2,1 milioni di famiglie, l’8% del totale, e oltre 5 milioni e 400 mila persone, il 9,3% del totale dei residenti. Per il Codacons il numero delle famiglie in povertà assoluta risulterà pure stabile rispetto al 2024 ma “l’andamento degli ultimi 10 anni rivela una crescita sensibile dei cittadini poveri che sono oggi 837mila in più rispetto al 2015”.

In dieci anni i poveri aumentano

L’associazione fa il confronto su base decennale. Nel 2015 le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta erano oltre 1 milione e mezzo per quasi 4 milioni e 600 mila persone. Rispetto a dieci anni fa “si contano 523mila famiglie in più in condizione di povertà assoluta, e ben 837mila individui in più”.

“Nello stesso periodo l’incidenza della povertà assoluta passa dal 6,1% delle famiglie residenti del 2015 all’8% del 2025, mentre la popolazione povera sale dal 7,6% al 9,3% – spiega il Codacons – Numeri che dimostrano in tutta la loro drammaticità come guerre, inflazione e caro-energia abbiano spinto una fetta di famiglie verso la soglia di povertà, riducendo redditi e capacità di spesa e aggravando le difficoltà economiche di una parte della popolazione”.

“Cala la povertà rispetto al record storico dello scorso anno, ma restano dati da Terzo Mondo, indegni di un Paese civile”, commenta a sua volta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Nel 2024 c’è una diminuzione della povertà assoluta sia per numero di famiglie che di residenti ma, prosegue Dona, “se la diminuzione dei poveri è certo positiva, va detto che i parametri sono comunque tutti peggiori rispetto a quelli del 2021, prima che arrivasse il Governo Meloni. Insomma, c’è un miglioramento rispetto al dato peggiore di sempre, quello del 2024, ma si torna ai nastri di partenza con i poveri che si collocano tra quelli più bassi del 2021 e quelli più alti del 2022″. Per l’UNC siamo ancora lontani dai valori precrisi, prima dello scoppio della guerra in Ucraina.

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