Istat, nel 2025 in povertà assoluta 5,4 milioni di persone e il 12,5% dei minori

In Italia nel 2025 è in povertà assoluta il 9,3% dei residenti, oltre 2 milioni e 100 mila famiglie. Il 12,5% di bambini e adolescenti è in povertà assoluta: sono quasi 1 milione e 400 mila minori

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Italia, in povertà assoluta 5,4 milioni di persone e il 12,5% dei minori residenti (Foto Pixabay)

In Italia nel 2025 ci sono oltre 5 milioni e 400 mila persone in povertà assoluta. Rappresentano il 9,3% del totale dei residenti, una quota stabile rispetto al 2024. La povertà assoluta coinvolge oltre 2,1 milioni le famiglie. In termini percentuali, l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie è pari all’8%, stabile rispetto al 2024 (8,4%), e al 9,3% tra le persone, anch’essa stabile rispetto all’anno precedente (9,8%). In Italia la povertà assoluta è fenomeno che riguarda molto bambini e adolescenti: sono 1 milione e 140 mila i minori in condizione di povertà assoluta, pari al 12,5% dei minori residenti in Italia.

L’Istat ha diffuso oggi i dati sulla povertà in Italia nel 2025. La fotografia complessiva indica un paese in cui si conferma critica la situazione delle famiglie più numerose, di quelle con minori, dei nuclei familiari con stranieri, delle famiglie che vivono in affitto (il numero delle famiglie in affitto classificate come assolutamente povere arriva a 999mila; l’incidenza si attesta al 20,9% contro il 4,5% registrato tra quelle che vivono in abitazioni di proprietà).

Dati stabili negli anni significa che non ci sono miglioramenti di rilievo nelle fasce di popolazione più fragili.

L’incidenza della povertà assoluta per le famiglie composte solamente da italiani, spiega l’Istat, è pari al 5,9%, sale al 26,7% tra quelle con almeno uno straniero e raggiunge il 29,4% tra le famiglie composte esclusivamente da stranieri. Nel 2025 risulta stabile anche l’incidenza della povertà relativa, che tra le famiglie si attesta al 10,8%, dal 10,9% del 2024, e tra gli individui al 14,8% (dal 14,9%). Sono oltre 2,8 milioni le famiglie in povertà relativa, per un totale di quasi 8,7 milioni di individui.

Povertà assoluta e differenze territoriali

La povertà assoluta conferma di avere una più alta incidenza nel Mezzogiorno, dove coinvolge 813mila famiglie, il 9,6% delle residenti nella ripartizione; seguono il Nord-ovest (568mila famiglie, 7,7%) e il Nord-est (386mila famiglie, 7,4%); il Centro mostra, anche nel 2025, i valori più bassi (338mila famiglie, 6,3%).

Tra le famiglie assolutamente povere, il 38,6% risiede nel Mezzogiorno (39,8% nel 2024), il 45,3% al Nord (44,5% nel 2024) e il restante 16,1% al Centro (15,7% nel 2024). Anche a livello individuale la povertà assoluta ha un’incidenza maggiore nel Sud e nelle Isole, dove riguarda l’11% degli individui. Seguono il Nord-ovest (8,8%) e il Centro (7,4%).

L’Italia non è un paese per minori

“L’incidenza di povertà assoluta – spiega ancora l’Istat –diminuisce all’aumentare dell’età, passando dal 12,5% fra i minori (per un totale di 1 milione 136mila), al 12,1% fra i giovani di 18-34 anni (quasi 1 milione 198mila), all’8,9% per i 35-64enni e al 6,1% fra gli over 65 (oltre 891mila).

L’Italia non è un paese per bambini. La povertà assoluta fra i minori varia dal 10,7% del Centro al 15,2% del Mezzogiorno.

Rispetto al 2024, l’Istat parla di “una sostanziale stabilità dell’incidenza della povertà assoluta, con segnali di miglioramento per la classe di età 7-13 anni (12,1%, dal 14,9% del 2024)”.

Nel dettaglio, l’incidenza della povertà assoluta è dell’11,6% per i minori fino a 3 anni, del 13,1% nella fascia 4-6 anni (con segnali di miglioramento rispetto al 2024 in entrambe le fasce d’età) ma del 13,2% nella fascia 14-17 anni, questa invece con un andamento in peggioramento.

Tra le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori, che sono oltre 656mila (l’11,2%), l’incidenza più elevata, pari al 19,4%, si osserva per quelle di “altra tipologia” (dove convivono più nuclei familiari o sono presenti membri aggregati). Fra le coppie, la diffusione della povertà assoluta aumenta al crescere del numero di figli minori: è del 7,8% per le coppie con un figlio minore, del 10% per quelle con due figli minori e del 17,7% se i figli minori sono almeno tre. Valori alti ci sono anche fra le famiglie monogenitore (11,6%).

Critica la situazione delle famiglie numerose

È critica la situazione delle famiglie più ampie, quelle numerose o quelle che in diverso modo aggregano più componenti.

L’incidenza della povertà assoluta è infatti più alta nelle famiglie numerose: raggiunge il 19,2%, una su cinque, tra quelle che ne hanno cinque o più componenti e il 10,5% tra quelle con quattro, mentre scende all’8,4%, un valore comunque superiore alla media, tra le famiglie di tre componenti.

Tra le coppie con tre o più figli, quasi una su sei è in povertà assoluta (16,9%). Superiori alla media i valori dell’incidenza per le famiglie monogenitore tra le quali più di una su 10 (11,5%) è in povertà assoluta.

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