Fatturazione a 28 giorni

Bollette a 28 giorni, il caso continua

Le bollette a 28 giorni finiranno alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Il Consiglio di Stato investe la Corte Ue della questione in tema di concorrenza e regolamentazione delle fatturazioni. A darne notizia è il Codacons.

Bollette a 28 giorni, il caso alla Cgue

«Sul caso delle bollette a 28 giorni dovrà decidere la Corte di Giustizia Europea – informa il Codacons in una nota – Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, pronunciandosi sul ricorso promosso da Wind-Tre, Tim, Vodafone e Fastweb contro le sentenze del Tar Lazio che avevano confermato la validità della delibera Agcom n. 121/17/CONS la quale, come noto, imponeva per la telefonia fissa la fatturazione su base mensile»

La sesta sezione del Consiglio di Stato ha rigettato 6 delle 8 richieste presentate da Wind-Tre, Tim, Vodafone e Fastweb e confermato la correttezza dell’operato dell’ABgcom. Tuttavia su due motivi di ricorso il Consiglio di Stato ha deciso di investire la Corte di Giustizia Europea, al fine di giungere ad una corretta interpretazione delle disposizioni e dei principi unionali rilevanti ai fini della decisione dei motivi di appello.

Nello specifico i giudici di Palazzo Spada hanno chiesto alla Corte Ue di pronunciarsi in merito alla “sussistenza in capo alle autorità nazionali del potere di regolamentare la cadenza di rinnovo contrattuale e di fatturazione” e sulla compatibilità di tale potere con la corretta interpretazione delle Direttive Ue, nonché sulla “compatibilità delle misure di regolamentazione per cui è controversia con i principi di libera concorrenza, proporzionalità e non discriminazione”.

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