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Prescrizione delle bollette, Commissione tutela consumatori: Governo intervenga su conguagli irregolari

Prescrizione delle bollette, Commissione tutela consumatori: Governo intervenga su conguagli irregolari

Interpellanza del presidente della Commissione tutela dei consumatori Baldelli sui conguagli irregolari: tremila comuni non riconoscono la prescrizione biennale delle bollette. Assoutenti: “prassi seguita anche da molti operatori del comparto energetico”

Il Governo deve intervenire perché per luce, acqua e gas, non è più possibile applicare il termine di prescrizione quinquennale delle bollette. E invece ci sono tremila Comuni che non riconoscono la prescrizione biennale delle bollette, evidenzia in un’interpellanza il presidente della Commissione tutela dei consumatori Simone Baldelli.

Bene l’interpellanza, commenta a stretto giro Assoutenti. «È assurdo che i comuni chiedano ancora oggi ai cittadini il pagamento di somme prescritte ricorrendo a conguagli del tutto illeciti», dice il presidente dell’associazione Furio Truzzi.

Conguagli irregolari e prescrizione biennale delle bollette

«Lo scorso 3 maggio, in sede di audizione presso la Commissione parlamentare d’inchiesta sulla tutela dei consumatori e degli utenti, il presidente Antitrust ha riferito come in circa 3.000 comuni che forniscono i servizi di erogazione dell’energia e dell’acqua attraverso gestione diretta, ancora non sia riconosciuta la prescrizione biennale dei corrispettivi non esatti e pertanto si continuino ad addebitare illecitamente oneri prescritti alle famiglie, cosa che risulta ancor più grave in un momento come questo in cui si registra una crescita esponenziale degli oneri tariffari».

Lo scrive in una interpellanza ai ministeri dell’interno, della transizione ecologica e dello sviluppo economico, il presidente della commissione tutela dei consumatori, Simone Baldelli, vicepresidente dei deputati azzurri e promotore, nel 2017, della norma con la quale fu introdotto il termine di due anni di prescrizione per i conguagli di luce, gas e acqua.

«Con la legge n. 205 del 27 dicembre 2017 – spiega Baldelli nel testo dell’interpellanza – è stato previsto che nei contratti di fornitura di energia elettrica, gas e servizio idrico il diritto al corrispettivo si prescriva in due anni” per le “fatture con scadenza successiva al 1° marzo 2018 per il settore elettrico, al 1° gennaio 2019 per il settore gas e al 1° gennaio 2020 per settore idrico” e che “a decorrere dal 1° gennaio 2020 la parte della norma che consentiva di dar rilevanza alla responsabilità dell’utente è stata abrogata con la conseguenza che, per luce, acqua e gas, attualmente non è più possibile applicare il termine di prescrizione quinquennale”».

Baldelli chiede dunque ai Ministri interpellati «se il Governo non intenda intervenire al più presto e utilizzando tutti gli strumenti di informazione e dissuasione più efficaci a sua disposizione per porre subito rimedio a questa situazione e adottare le iniziative di competenza per bloccare l’invio di fatturazioni per consumi prescritti agli utenti da parte di questi comuni».

 

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Assoutenti: bene l’interpellanza su questa prassi

Sui conguagli delle bollette arriva il sostegno di Assoutenti.

I conguagli irregolari, dice il presidente Truzzi, sono una prassi «seguita anche da molti operatori del comparto energetico, che continuano ad inviare ai propri clienti conguagli per anni precedenti in barba alle disposizioni di legge sulla prescrizione biennale. Una pratica commerciale scorretta che vale alle società dell’energia milioni di euro di incassi ogni anno, al punto che i grandi operatori, come rilevato dallo stesso presidente dell’Antitrust, inseriscono le sanzioni dell’Autorità nella voce “rischio di impresa”: ossia a fronte dei grandi guadagni garantiti dai conguagli irregolari, è più conveniente per le aziende pagare le multe dell’Antitrust».

«Una pratica che – conclude Truzzi – impone di potenziare le sanzioni elevate dall’Antitrust in modo da dare alle multe un reale potere deterrente e tutelare più efficacemente gli utenti».


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