allattamento al seno

Mamme e latte in polvere, pediatri e neonatologi chiedono regolamentazione del marketing digitale (foto pixabay)

Mamme e latte in polvere, pediatri e neonatologi chiedono regolamentazione del marketing digitale

Pediatri e neonatologi riprendono la denuncia dell’OMS sul marketing digitale del latte in polvere e chiedono una regolamentazione. “Il marketing digitale contrasta l’impegno del mondo sanitario a promuovere l’allattamento al seno, norma nutrizionale ottimale per l’infanzia”

Il marketing digitale del latte in polvere, «favorito dalla pandemia degli ultimi 2 anni e dominante rispetto ad altre forme di pubblicità, può spingere le donne in un momento di difficoltà ad abbandonare l’allattamento materno». Per questo pediatri e neonatologi italiani dichiarano la loro preoccupazione per i possibili effetti negativi sulla salute materno-infantile di una pressione promozionale così intensa e si associano all’Organizzazione Mondiale della Sanità, che nei giorni scorsi ha lanciato l’allarme, e chiedono al legislatore un’attenzione speciale per regolamentare il marketing digitale di questi prodotti.

 

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Marketing del latte in polvere, nuova denuncia OMS: usa i social media e influencer pagati (Fonte foto: pixabay)

 

Marketing del latte in polvere, la denuncia

«È noto – informa una nota della Società italiana di neonatologia e della Società italiana di pediatria – che l’esposizione da parte delle donne e delle famiglie alla pubblicità correlata alla commercializzazione delle formule lattee determina un’attitudine più positiva nei loro confronti e un bisogno percepito (anche se non fondato) di far ricorso al latte di formula. Questo può far sì che la donna, in momenti di difficoltà e disagio si orienti con maggior facilità ad abbandonare l’allattamento al seno. Il marketing digitale, favorito dalla pandemia degli ultimi 2 anni, sta ora divenendo dominante, rispetto ad altre forme, tradizionali di pubblicità».

Il riferimento di pediatri e neonatologi è al dossier pubblicato a fine aprile dall’OMS sul marketing del latte in polvere Scope and Impact of Digital Marketing Strategies for promoting Breastmilk Substitute.

Il dossier è dedicato alle tecniche di sfruttamento del marketing impiegate dall’industria del latte artificiale e denuncia che i genitori e in particolare le madri vengono “prese di mira online in modo insidioso e persistente”. Come? Attraverso contenuti personalizzati sui social media, post di influencer retribuiti che arrivano direttamente alle donne incinte e alle giovani madri, con una potenza di fuoco fino a una novantina di post al giorno sui social account delle aziende di latte in polvere.

Scrive l’OMS: «Le aziende di latte artificiale stanno pagando piattaforme di social media e influencer per accedere direttamente alle donne incinte e alle madri in alcuni dei momenti più vulnerabili della loro vita. L’industria globale del latte artificiale, del valore di circa 55 miliardi di dollari, si rivolge alle neomamme con contenuti personalizzati sui social media che spesso non sono riconoscibili come pubblicità».

Pediatri e neonatologi: serve regolamentazione

Le aziende usano dunque diversi metodi, quali app, baby-club, influencer, blog, video-blog, social media per lo più sponsorizzati, ricordano neonatologi e pediatri, per far pervenire un messaggio pubblicitario personalizzato alle donne, che si trovano in un momento delicato della loro maternità.

«Il marketing digitale contrasta l’impegno del mondo sanitario a promuovere l’allattamento al seno, norma nutrizionale ottimale per l’infanzia», ricordano i medici. Che chiedono al legislatore di intervenire e regolamentare il marketing digitale di questi prodotti.


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