Combustibili fossili, la società civile si mobilita per uscire da carbone, petrolio e gas
A fine aprile a Santa Marta, in Colombia, si svolgerà una conferenza internazionale per indicare un percorso di uscita concreto dai combustibili fossili e per abbandonare carbone, petrolio e gas. La società civile si mobilita e invia un appello all’Italia
Appello per l'abbandono dei combustibili fossili (Foto Pixabay)
Si investe ancora nei combustibili fossili e nel riarmo, mentre la società civile indica un’altra strada: la giustizia climatica e l’uscita da carbone, petrolio e gas. Un appuntamento storico ci sarà a fine aprile con la Conferenza internazionale sulla transizione oltre i combustibili fossili, che si terrà a Santa Marta, in Colombia, dal 24 al 29 aprile 2026.
Verso Santa Marta
Promossa dai governi di Colombia e Paesi Bassi, è un appuntamento storico perché mette insieme governi, istituzioni, comunità scientifica, organizzazioni della società civile per costruire un percorso concreto di uscita da carbone, petrolio e gas. É il primo evento di questo tipo dedicato alla costruzione di una coalizione internazionale per accelerare la transizione energetica in linea con gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, e dunque per definire tempi certi e obiettivi misurabili per abbandonare le fonti fossili.
L’iniziativa è collegata alla Fossil Fuel Treaty Initiative, un’alleanza tra Stati e società civile che promuove l’adozione di un trattato internazionale giuridicamente vincolante per la progressiva eliminazione di carbone, petrolio e gas. È un passaggio cruciale, considerata la crisi climatica in atto e la crescita continua delle emissioni globali.
Appello ai parlamentari italiani
È con lo sguardo a Santa Marta che dunque è partita la mobilitazione in Italia di una rete di movimenti, ong ecologiste e sindacati che hanno inviato un appello a deputati, senatori ed europarlamentari italiani: chiedono un impegno chiaro e coerente sull’uscita dai combustibili fossili e un ruolo attivo dell’Italia e dell’Unione europea nel rafforzare l’ambizione climatica internazionale.
L’appello è promosso da una rete ampia e trasversale di realtà impegnate nella difesa dell’ambiente, del clima e dei diritti: A Sud, CGIL, Ecora, Extinction Rebellion Italia, Fridays for Future Italia, Greenpeace Italia, Legambiente, Osservatorio Parigi, Per il clima fuori dal fossile, VAS – Verdi Ambiente e Società, WWF Italia.
Nell’appello le organizzazioni denunciano l’insufficienza delle politiche climatiche attuali, sia a livello globale che europeo e nazionale.
Italia, impegni internazionali vs scelte energetiche
In Italia, sottolineano le associazioni, continua a emergere una distanza sempre più evidente tra gli impegni internazionali e le scelte politiche concrete in tema di energia.
“A rendere questa contraddizione ancora più evidente è un fatto politico rilevante: secondo comunicazioni ufficiali della presidenza colombiana, il Governo Italiano avrebbe confermato la partecipazione alla Conferenza di Santa Marta – scrivono le associazioni – Una notizia che, tuttavia, non trova riscontro né sui canali ufficiali dei ministeri competenti né nel dibattito pubblico nazionale, alimentando interrogativi sulla trasparenza del Governo e sulla reale posizione che l’Italia intende assumere a livello internazionale”.
L’Italia insomma sarà presenta a Santa Marta – sembra che una delegazione governativa prenderà parte alle negoziazioni del 28 e 29 aprile; scelta considerata apprezzabile ma che si pone in contrasto con le politiche seguite e annunciate dall’Italia e con una narrativa tutta spostata sui combustibili fossili in nome della sicurezza energetica. Tanto è vero che l’Italia di recente ha rinviato il phase-out dal carbone dal 2025 al 2038.
Le politiche energetiche nazionali sono ancora orientate a mantenere le fonti fossili, con nuovi investimenti nel gas e rallentamenti nello sviluppo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica. A tutto questo si aggiunge un contesto geopolitico segnato da guerre legate al controllo delle fonti fossili e dalla riallocazione delle risorse pubbliche verso il riarmo.
Abbandono dei combustibili fossili e giustizia climatica
Nel loro appello, le organizzazioni chiedono ai parlamentari e alle parlamentari italiani ed europei di attivarsi e mobilitarsi per l’uscita dai combustibili fossili e per la giustizia climatica.
L’appello invita a interrogare il governo sul mandato con cui parteciperà alla Conferenza; a sostenere il percorso politico della Conferenza e delle proposte che ne emergeranno nelle sedi nazionali ed europee; promuovere nel dibattito pubblico l’urgenza di una rapida uscita dai combustibili fossili; rafforzare politiche coerenti con una transizione energetica giusta; costruire una coalizione europea ad alta ambizione climatica.
“In un momento storico segnato da crisi climatiche, guerre e disuguaglianze crescenti – si legge nell’appello – l’uscita dai combustibili fossili non è solo una necessità ambientale, ma una condizione per la giustizia globale e la costruzione di percorsi di pace”.
