Crisi climatica, Osservatorio Città Clima: già 82 eventi meteo estremi in Italia
Nei primi cinque mesi dell’anno l’Italia conta già 82 eventi meteo estremi legati alla crisi climatica: allagamenti da piogge intensi, danni da vento, esondazioni fluviali. Intanto è già caldo anomalo. Flash mob degli attivisti per lo Youth Climate Meeting 2026
Crisi climatica, Osservatorio Città Clima: già 82 eventi meteo estremi in Italia (Credit Legambiente)
“Gli effetti della crisi climatica sono sempre più evidenti. Chiediamo più politiche di mitigazione e adattamento e una politica energetica nazionale incentrata sulle rinnovabili per contrastare la crisi climatica, ridurre le bollette, produrre nuovi posti di lavoro green e superare le tensioni geopolitiche”. È la richiesta che arriva dallo Youth Climate Meeting 2026 che si è svolto nel fine settimana a Paestum, con il flash mob in spiaggia di 400 attivisti provenienti da tutta Europa e dalla Palestina a chiedere giustizia climatica, pace, transizione ecologica ed energetica.
Crisi climatica, Italia impreparata
“La crisi climatica, accentuata dall’utilizzo delle fonti fossili, aumenta la frequenza e l’intensità degli eventi meteo estremi su cui l’Italia dimostra ancora di essere impreparata”, denuncia Legambiente.
E il riferimento è anche al caldo anomalo che si sta abbattendo sull’Italia e sull’Europa e che già ipotizza il rischio di un 2027 più caldo di sempre.
In occasione del flash mob in spiaggia, l’associazione ha diffuso i nuovi dati 2026 del suo Osservatorio Città Clima. In Italia dall’inizio dell’anno a maggio si contano 82 eventi meteo estremi (in linea con il 2024). I più frequenti sono allagamenti da piogge intense, danni da vento, danni da mareggiate ed esondazioni fluviali.
Il bilancio del Ciclone Harry è pesantissimo: oltre 2 miliardi di euro la stima complessiva dei danni causati in Italia dal ciclone, tra gli eventi più gravi degli ultimi anni, che nel 2026 ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna, oltre ad abbattersi su buona parte delle coste del Mediterraneo e ad aver contribuito al naufragio e alla morte di un numero compreso fra i 380 e i 1000 persone migranti partiti dalla Libia e della Tunisia.

“La pace è rinnovabile”
Gli attivisti hanno dunque ribadito l’urgenza di politiche di adattamento e mitigazione della crisi climatica e la necessità di una politica energetica nazionale che punti davvero sulle rinnovabili abbandonando le fonti fossili. Sulla spiaggia, durante il flash mob, è stato esposto lo striscione “La pace è rinnovabile, la guerra è fossile” ed è stato ricreato il simbolo della pace costituito dai partecipanti al flash mob.
“L’azione, promossa nell’ambito dello Youth Climate Meeting 2026 di Legambiente, – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – richiama con forza l’attenzione pubblica e istituzionale sulla necessità di contrastare la crisi climatica e di mettere al centro della politica climatica una transizione ecologica, capace di ridurre le emissioni, abbassare il costo delle bollette e garantire un clima di pace e condizioni di vita migliori per tutte le persone; perché sia un’azione realmente efficace e concreta però va fatta velocemente. I dati che abbiamo diffuso oggi con il nostro Osservatorio Città Clima ci raccontano bene gli effetti della crisi climatica anche nel nostro Paese, non possiamo più aspettare. È tempo di agire”.
