Al via IMPOSSIBILE 2022, Save The Children apre uno spazio di confronto sui diritti dell'infanzia

Al via IMPOSSIBILE 2022, Save The Children apre uno spazio di confronto sui diritti dell'infanzia (Fonte immagine: Save The Children)

L’effetto combinato di conflitti, crisi climatica e pandemia sta allargando il solco delle disuguaglianze e nei Paesi più fragili, ma non solo, decine di milioni di bambini stanno perdendo la casa, la scuola, il cibo necessario, la salute fisica e mentale. Da questa premessa parte “IMPOSSIBILE 2022 – Costruire il futuro di bambine, bambini e adolescenti. Ora”, uno spazio di lavoro e confronto che prende il via oggi a Roma, promosso da Save the Children, e che si concluderà domenica 22 maggio.

La campagna prevede un fitto programma di incontri, workshop e momenti di mobilitazione, con l’obiettivo di mettere al centro dell’attenzione proposte e azioni concrete a tutela dei diritti delle bambine e dei bambini.

IMPOSSIBILE 2022, disuguaglianze e dispersione scolastica in Italia

Prima della diffusione del Covid – si legge in una nota di Save The Children – erano già 260 milioni i bambini che non frequentavano la scuola. Il virus, dunque, ha fortemente aggravato le disuguaglianze già presenti. Nel mondo, 117 milioni di bambini sono ancora senza scuola a causa della pandemia (il 7,5% circa della popolazione scolastica), e nei Paesi più poveri i giovani hanno perso il 66% di giorni di scuola in più rispetto ai paesi ricchi, mentre 1 bambino su 5 rischia di abbandonare definitivamente gli studi esponendosi a sfruttamento, violenze e matrimoni precoci.

Per quanto riguarda l’Italia, la dispersione scolastica implicita, cioè il mancato raggiungimento del livello minimo di competenze a 15 anni, riguarda quasi la metà degli studenti (45% in italiano, 51% in matematica), anche a causa del tracollo sugli apprendimenti conseguente alla pandemia, ma anche 876 mila bambini della scuola dell’infanzia hanno sofferto della discontinuità e frammentazione nei primi passi del loro percorso educativo.

E se il deficit educativo può compromettere il futuro di bambini e adolescenti nel nostro paese, già nel presente il Covid ha spinto nella povertà assoluta altri 200.000 bambini – ricorda Save The Children – per un totale di quasi 1milione 400mila minori.

In Italia la povertà assoluta colpisce il 14,2% della popolazione sotto i 17 anni, rispetto al 9,1% tra i 35 e i 64 anni, e al 5,3% tra i 65enni e oltre, ed è una forbice tra le più ampie tra i paesi europei. Ogni bambino ha il triplo delle possibilità di trovarsi in condizioni di povertà assoluta rispetto agli over 65, e il doppio delle probabilità rispetto a tutto il resto della popolazione.

 

Povertà educativa in Italia (Fonte Save The Children)
Povertà educativa in Italia (Fonte Save The Children)

 

Le proposte per l’Italia

I lavori di IMPOSSIBILE 2022 – spiega Save The Children – prenderanno spunto da alcune prime proposte emerse dai “cantieri” di preparazione attivati nei mesi scorsi dall’Organizzazione con il coinvolgimento di esperti, giovani, rappresentanti delle istituzioni, del mondo della cultura e dell’accademia, organizzazioni del terzo settore e persone che operano quotidianamente sul campo, che hanno lavorato su cinque grandi temi: i conflitti e la crisi climatica; le migrazioni; il diritto all’educazione e la lotta alla povertà; la rigenerazione dei territori della crescita dei bambini; la valorizzazione dei talenti.

In particolare, tra le proposte relative all’Italia troviamo: il raddoppio dell’investimento sul piano nazionale della Child Guarantee, che preveda lo stanziamento di almeno il 10% di tutte le risorse della nuova programmazione del Fondo Sociale Europeo Plus (pari a circa 1milardo e 300milioni), e mense scolastiche come “livello essenziale di prestazione” per assicurare, tra l’altro, a tutti i bambini e le bambine delle scuole primarie in condizioni di disagio economico il servizio di mensa gratuito; la formazione di 30mila nuove educatrici ed educatori, a partire dalle regioni più carenti, indispensabili per assicurare l’attivazione di 264mila nuovi posti nei servizi di asilo nido e poli zero-sei e non vanificare l’investimento nella costruzione delle strutture.

E poi, ancora, il riconoscimento di incentivi economici e accesso a opportunità formative per dirigenti scolastici e docenti, che assicurano continuità di insegnamento nei territori a più alto tasso di povertà educativa e, negli stessi territori, piani di rigenerazione territoriale (sul modello dei Pinqua) per assicurare ai minori il miglior ambiente di crescita con standard educativi da garantire in ogni territorio (per fruire del diritto allo sport, al gioco, all’ambiente, alla mobilità sostenibile, alla cultura, alla socialità).

Tra le proposte anche dimezzare il numero dei NEET nella fascia di età tra i 15 e i 19 anni e raggiungere così la media europea, con misure straordinarie per reinserire nel mondo della formazione e del lavoro almeno un milione di giovani entro il 2026, e investire nelle scuole per la prevenzione del fenomeno, attraverso la didattica dell’orientamento sin dalle scuole secondarie di primo grado.


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