Benessere animale, EFSA raccomanda alternative alle gabbie polli da carne e galline ovaiole

Benessere animale, EFSA raccomanda alternative alle gabbie polli da carne e galline ovaiole (foto Pixabay)

Benessere animale, l’EFSA raccomanda alternative alle gabbie per polli da carne e galline ovaiole

Per migliorare il benessere dei polli da carne e delle galline ovaiole d’allevamento, gli scienziati dell’EFSA raccomandano di evitare la pratica della mutilazione, la restrizione alimentare e l’uso di gabbie. Intanto la Commissione UE risponde alla petizione di Animal Equality, affermando che l’allevamento dei polli a rapido accrescimento è un problema

Gli scienziati dell’EFSA raccomandano di evitare la pratica della mutilazione, la restrizione alimentare e l’uso di gabbie per migliorare il benessere dei polli da carne e delle galline ovaiole d’allevamento. I due pareri scientifici, pubblicati oggi, esprimono consigli sullo spazio, la densità degli animali, l’illuminazione, la polvere, il rumore, i rifiuti e strutture come le piattaforme sopraelevate.

Gli esperti hanno valutato, in particolare, i sistemi di allevamento utilizzati nell’Unione europea per i polli da carne e le galline ovaiole e hanno individuato i pericoli a cui sono esposti i volatili e le relative conseguenze per il loro benessere. Hanno descritto le varie modalità di valutazione del benessere dei volatili in base alle risposte degli animali e hanno proposto strumenti per prevenire o attenuare le conseguenze nocive per il loro benessere.

Intanto, fa sapere Animal Equality, dopo aver accolto la petizione dell’Organizzazione depositata presso il Parlamento europeo, “la Commissione UE ha riconosciuto che l’allevamento dei polli broiler a rapido accrescimento è problematico. La stessa Commissione ha comunicato che sta valutando le possibilità di intervento per affrontare le conseguenze negative che l’allevamento di questi animali comporta, nell’ambito della revisione della legislazione sul benessere degli animali allevati, prevista entro il 2023“.

Polli a rapido accrescimento, la denuncia di Animal Equality

A giugno 2022, Animal Equality ha depositato presso la Commissione europea una denuncia contro i 27 Stati membri per le violazioni della normativa UE relativa all’allevamento di polli broiler a rapido accrescimento – ricorda l’Organizzazione. – Contestualmente alla denuncia, l’Organizzazione ha depositato anche una petizione al Parlamento europeo per chiedere di porre fine allo sfruttamento di questi animali geneticamente selezionati per aumentare la produzione, a discapito della loro salute.

La petizione di Animal Equality è stata ufficialmente accettata dal Parlamento europeo, il quale ha chiesto alla Commissione UE quali fossero le sue osservazioni in merito. La Commissione europea ha risposto al Parlamento europeo – spiega Animal Equality – riconoscendo l’esistenza della problematica sollevata e ha annunciato di stare valutando – nell’ambito della revisione della legislazione sul benessere degli animali allevati entro il 2023 e sulla base del parere scientifico dell’EFSA – “la necessità e le opzioni per affrontare le potenziali conseguenze negative sul benessere animale di alcune strategie di allevamento in questo processo di revisione della legislazione”.

“È chiaro che la Commissione europea è ben consapevole del fatto che l’allevamento di questa tipologia di polli presenta delle gravi criticità, che a nostro avviso sono in contrasto con le leggi europee a tutela del benessere degli animali. Per questo è necessario porre per sempre fine allo sfruttamento dei polli broiler a rapido accrescimento, condannati ad essere fin dalla nascita prigionieri del proprio corpo per il profitto dell’industria della carne”, dichiara Matteo Cupi, Vicepresidente di Animal Equality Europa.

“Questi animali – spiega ancora l’Organizzazione – sono chiamati “a rapido accrescimento” perché frutto di una selezione operata dall’essere umano al fine di ottenere la crescita accelerata e un volume sempre maggiore di petto e cosce, le parti considerate più vendibili sul mercato. Ciò avviene mettendo in secondo piano la salute stessa degli animali, tra cui le loro capacità motorie, la circolazione del sangue e la corretta respirazione, condannandoli a gravi sofferenze durante un arco di vita che non supera i due mesi”.


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