Cani e gatti

Il traffico illecito di cani e gatti rappresenta un problema crescente nell’Unione Europea, sia per il benessere degli animali che per la salute pubblica. Già nel 2020 il Parlamento europeo aveva sollevato la questione, denunciando falsificazioni di documenti sanitari e la vendita mascherata degli animali sotto altre voci, soggette a controlli meno rigidi. La Commissione ha ora rilanciato la proposta di introdurre regole comuni per contrastare pratiche scorrette sempre più diffuse.

Un mercato milionario con gravi ombre

Secondo le stime, il commercio di cani e gatti genera oltre 1,3 miliardi di euro l’anno nell’UE. Ma dietro questa cifra si nascondono spesso abusi: animali trasportati in condizioni inadeguate, cuccioli troppo giovani venduti prematuramente, femmine sfruttate senza controllo. A spingere il fenomeno è la logica del profitto, spesso a discapito della salute degli animali e dei diritti dei consumatori.

Cittadini sempre più sensibili alla tutela animale

Il benessere degli animali da compagnia è un tema sentito dai cittadini europei. Un sondaggio Eurobarometro del 2023 ha rivelato che il 74% degli intervistati desidera una protezione più rigorosa per cani e gatti nel proprio Paese. Oltre l’80% si è detto favorevole a garantire condizioni adeguate per gli animali allevati a fini commerciali. Una sensibilità crescente che trova ora un riscontro normativo.

Tracciabilità e registrazione: le nuove regole proposte

Nel giugno 2025, il Parlamento ha approvato la propria posizione sulla proposta di introdurre standard minimi UE. Tra le misure chiave: l’identificazione elettronica obbligatoria tramite microchip per tutti gli animali, inclusi quelli importati da Paesi terzi, con registrazione in banche dati interoperabili. I proprietari extra-UE dovranno pre-registrare i loro animali almeno cinque giorni prima dell’ingresso nel territorio europeo.

Allevamento e vendita sotto controllo

Oltre alla tracciabilità, il Parlamento propone il divieto di pratiche dannose come l’accoppiamento tra consanguinei, per prevenire problemi genetici, e la vendita nei negozi, per ridurre gli acquisti impulsivi e l’allevamento irresponsabile. Il pacchetto normativo mira anche a migliorare le condizioni nei rifugi, che talvolta diventano punti d’accesso per traffici illeciti.

Verso una normativa condivisa

Il prossimo passo sarà l’apertura dei negoziati con il Consiglio dell’UE per arrivare a un testo legislativo definitivo. Con queste nuove misure, l’Unione Europea si conferma leader globale nella protezione degli animali, promuovendo standard elevati, responsabilità e trasparenza in tutto il settore.

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