Cybersicurezza per gli ospedali, Commissione presenta piano d’azione (Foto Pixabay) https://pixabay.com/it/photos/cibernetico-sicurezza-internet-rete-4610993/
Cloudflare vs AGCOM: scontro sulla lotta alla pirateria
Cloudflare contesta la multa Agcom da 14 milioni di euro e denuncia i rischi del “Piracy Shield” per l’infrastruttura di Internet in Italia.
La parola chiave è “overblocking”. Per Cloudflare, significa che nel tentativo di colpire la pirateria si rischia di “spegnere la luce a un intero palazzo digitale”. È questa l’immagine scelta dall’azienda americana, tra i leader mondiali nelle Cdn, per spiegare gli effetti collaterali del Piracy Shield, la piattaforma italiana finita al centro di uno scontro istituzionale e legale dopo la multa da 14 milioni di euro inflitta dall’Agcom. L’azienda ha annunciato l’intenzione di contestare la sanzione in tribunale.
Il nodo della governance di Internet
Secondo Cloudflare, il problema non è solo la cifra della multa, definita sproporzionata, ma il modo stesso in cui si sta tentando di “governare” la rete. L’azienda contesta l’approccio adottato: invece di agire direttamente sulle fonti dei contenuti pirata, il Piracy Shield interviene sui percorsi di rete, dai DNS alle VPN fino alle infrastrutture, con il rischio di rendere Internet meno affidabile proprio mentre è la spina dorsale di scuola, lavoro, imprese e pubblica amministrazione.
Cloudflare contesta anzitutto la legittimità della sanzione: l’Agcom avrebbe punito l’azienda nonostante fossero già in corso procedure legali per contestare la normativa. Sul piano europeo, l’azienda rileva che l’estensione della norma a un provider come Cloudflare potrebbe essere incompatibile con il Digital Services Act. Anche ammettendo l’applicabilità della sanzione, scrive l’azienda, il tetto massimo sarebbe pari al 2% del fatturato dell’anno precedente: sulla base dei profitti italiani del 2024, la multa avrebbe dovuto essere di circa 140.000 euro, cioè 100 volte meno dell’importo effettivamente comminato.
I rischi tecnici del Piracy Shield
Il cuore dell’attacco di Cloudflare è tecnico: la piattaforma “fraintende l’architettura di Internet”, sostiene l’azienda. Matthew Prince, co-fondatore e CEO, dichiara che il sistema sta danneggiando la rete italiana senza risolvere realmente il problema della pirateria. Piracy Shield, secondo Prince, non impatta solo Cloudflare, ma minaccia l’intero ecosistema digitale in Italia, scoraggia investimenti e rischia di compromettere servizi essenziali che dipendono dalla rete.
Il messaggio di Cloudflare non è contro l’obiettivo di contrastare la pirateria, ma contro gli strumenti e la governance adottati. L’azienda accusa l’Agcom di non comprendere appieno come funziona Internet e di aver lasciato che soggetti privati decidessero cosa gli utenti possono vedere. La controversia apre così un dibattito più ampio sull’equilibrio tra lotta alla pirateria e tutela delle infrastrutture digitali critiche, con possibili implicazioni anche per la regolamentazione europea.

