Diritti LGBTQIA+: Federconsumatori contraria alla mancata adesione dell'Italia alla dichiarazione europea contro l’omofobia (Foto Pixabay)

Diritti LGBTQIA+, Federconsumatori: mancata adesione dell’Italia alla dichiarazione contro omofobia è occasione persa

La dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtqia+ presentata dalla presidenza di turno belga ai Paesi membri dell’Ue non è stata firmata da 9 Stati su 27. A non firmare la dichiarazione c’è anche Italia

Federconsumatori ha espresso un profondo rammarico per la mancata adesione dell’Italia alla dichiarazione europea contro l’omofobia, presentata dalla presidenza belga dell’Unione Europea. Questa dichiarazione, volta a promuovere politiche a favore della comunità LGBTQIA+ per contrastare l’odio e la discriminazione, rappresenta per Federconsumatori un’occasione persa per il nostro Paese di compiere un importante passo avanti nella tutela dei diritti umani.

Il contesto

La dichiarazione era stata preparata in occasione della Giornata Mondiale contro l’Omofobia, la Transfobia e la Bifobia. L’Italia, lo scorso 7 maggio, aveva aderito alla dichiarazione contro l’Omofobia, Transfobia, Bifobia del Servizio di Azione Esterna Ue e dei 27 Stati.

La dichiarazione per la promozione delle politiche europee a favore delle comunità Lgbtqia+ presentata dalla presidenza di turno belga ai Paesi membri dell’Ue non è stata firmata da 9 Stati su 27. A non firmare la dichiarazione sono stati Italia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia (fonte: Ansa).

Il dibattito politico si è intensificato a seguito della decisione del governo italiano di non sottoscrivere la dichiarazione. Sebbene l’esecutivo abbia recentemente ribadito il proprio impegno contro le discriminazioni e le violenze, la mancata adesione appare in netto contrasto con tali affermazioni. Federconsumatori evidenzia come l’attuale governo abbia spesso relegato le questioni relative alla comunità LGBTQIA+ a posizioni secondarie, e questa decisione ne è un’ulteriore conferma.

I dati diffusi dall’Arcigay: preoccupanti e in crescita

A sottolineare l’urgenza di affrontare seriamente la questione, l’Arcigay ha diffuso dati allarmanti: dal 17 maggio 2023 a oggi, i media hanno riportato ben 149 casi di violenze o discriminazioni mosse dall’odio verso la comunità LGBTQIA+. Questa situazione dimostra chiaramente la necessità d’implementare e rafforzare le strategie nazionali per garantire uguaglianza e tutela dei diritti.

Le motivazioni adottate dal governo per giustificare la mancata sottoscrizione della dichiarazione sono state duramente criticate. In particolare, la volontà di non sottoscrivere documenti che “riguardino la negazione dell’identità maschile e femminile” è stata giudicata inaccettabile e fuori luogo.

Federconsumatori, a tal proposito, si chiede come una dichiarazione (che mira a proteggere i diritti umani e a promuovere l’uguaglianza) possa essere interpretata come una minaccia all’identità sessuale altrui.

“A fronte di tali affermazioni, viene spontaneo chiedersi in che modo una dichiarazione a tutela dei diritti umani, in cui si invitano i Paesi membri ad implementare e rafforzare le strategie nazionali per garantire l’uguaglianza e tutelare le persone LGBTQIA+ costituisca un grave pericolo per l’identità sessuale altrui piuttosto che un fondamentale passo avanti per i diritti umani e una conquista di civiltà – commenta Federconsumatori – Ci rammarica che la scelta sia stata, invece, quella di assumere una posizione retrograda, che avvicina l’Italia a Paesi in cui i Governi nazionali hanno assunto, spesso, posizioni lesive delle libertà personali e dei princìpi democratici”.

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