End the Cage Age, associazioni: l’Italia si schieri contro le gabbie in allevamento

End the Cage Age, associazioni: l’Italia si schieri contro le gabbie in allevamento

Basta animali allevati in gabbia. Le 22 organizzazioni della coalizione End the Cage Age lanciano un appello al Governo, affinché decida di appoggiare il divieto di allevamento in gabbia, che la Commissione UE proporrà in risposta all’Iniziativa dei cittadini europei, e di promuovere la transizione cage-free anche a livello nazionale.

End the Cage Age, le tappe

Il 30 giugno dello scorso anno, infatti, la Commissione europea si è impegnata a eliminare gradualmente l’uso delle gabbie negli allevamenti europei tramite una normativa dedicata – un risultato straordinario dovuto alle 1,6 milioni di persone che hanno firmato l’Iniziativa dei cittadini europei (ICE) End the Cage Age. Una volta presentata, la proposta legislativa dovrà essere approvata anche dal Consiglio dell’Unione europea, formato dagli Stati Membri.

Ed è in questa fase che entra in gioco anche il Governo italiano, il quale tuttavia – spiega la coalizione delle organizzazioni – “non solo non ha ancora preso una posizione netta contro le gabbie, ma è in procinto di fare una vera e propria operazione di “sdoganamento” della produzione intensiva (e quindi anche in gabbia) tramite la proposta di decreto interministeriale SQNBA, una certificazione sul ‘benessere animale’ che – sottolineano – nel testo attuale tradisce qualunque ispirazione di trasparenza e verità nei confronti di animali e consumatori”.

 

End the Cage Age

 

La coalizione italiana a sostegno di End the Cage Age ha lanciato per questo un appello, sia ai cittadini italiani sia al primo ministro Mario Draghi e ai ministri della Salute Roberto Speranza e delle Politiche agricole Stefano Patuanelli.

“Chiediamo che il Governo italiano prenda una posizione netta sulla questione, proponendo anche in materia attiva una normativa nazionale contro le gabbie – affermano le associazioni. – Con l’inaccettabile proposta di etichettatura di questi giorni si sta compiendo un errore clamoroso, ma si può ancora cambiare traiettoria. Abbiamo la possibilità di stare dal lato giusto della storia, non perdiamola!”.

Associazioni: i cittadini firmino il nostro appello

Per la coalizione il risultato dello scorso giugno è stata una vittoria straordinaria per i 300 milioni di animali che in Europa soffrono nelle gabbie. “Ma non basta – affermano le associazioni -. Abbiamo bisogno anche del voto favorevole del Consiglio dell’Unione europea, cosa purtroppo non scontata”.

“Sappiamo che forze in gioco più interessate al profitto che al benessere di animali e persone e del nostro futuro su questo pianeta stanno già facendo pressioni sui Governi per far cadere la proposta o rallentarne l’entrata in vigore – prosegue la coalizione -. Per questo è necessario che i cittadini firmino il nostro appello e facciano sentire nuovamente la loro voce”.


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Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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