disabilità

L’innalzamento delle temperature estive non è solo un disagio stagionale, ma un’emergenza sanitaria che colpisce duramente le persone in condizione di disabilità. Ridotta capacità di adattamento, assunzione di farmaci, difficoltà motorie e comunicative sono tutti fattori che aumentano la vulnerabilità.

Per affrontare questi rischi, la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (Simfer) e la Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap (Fish ETS) hanno realizzato una scheda informativa dal titolo FRESCO, pensata per essere un supporto concreto e facilmente consultabile da pazienti, caregiver e operatori sanitari.

L’acronimo FRESCO: sei parole chiave per proteggersi

La scheda FRESCO si basa su sei raccomandazioni fondamentali, ciascuna associata a una parola chiave, per guidare in modo semplice e immediato la prevenzione del colpo di calore e dello stress termico. Ecco cosa indica ciascuna lettera dell’acronimo:

F – Farmaci

Alcuni farmaci, tra cui antipertensivi, diuretici e antidepressivi, possono ridurre la capacità del corpo di adattarsi al calore. È importante valutare con il proprio medico se la terapia in corso necessita di modifiche nei mesi estivi, per prevenire disidratazione o alterazioni della termoregolazione.

R – Reidratazione

Bere acqua regolarmente, anche senza avvertire sete, è essenziale. Per chi ha difficoltà cognitive, è utile pianificare le assunzioni di liquidi a intervalli regolari, con promemoria visivi o sonori, e con il supporto di un caregiver.

E – Esercizio

L’attività fisica deve continuare anche d’estate, ma con attenzione. Va svolta nelle ore più fresche o in ambienti climatizzati. In caso di programmi riabilitativi, è fondamentale monitorare i parametri vitali, evitando le ore centrali della giornata.

S – Segni e Sintomi

Riconoscere tempestivamente lo stress termico è cruciale. I segnali da osservare includono crampi, mal di testa, vertigini, nausea e confusione mentale. In caso di temperatura corporea elevata o perdita di coscienza, è necessario agire immediatamente.

C – Clima

È importante raffrescare gli ambienti con ventilatori o condizionatori, mantenendo una temperatura intorno ai 25°C. Se in casa non è possibile, è utile recarsi in luoghi pubblici climatizzati. Docce fresche e panni umidi sono metodi efficaci per abbassare la temperatura corporea.

O – Organizzare la rete di supporto

L’isolamento è un fattore di rischio. È necessario attivare o rafforzare una rete di supporto con servizi socio-sanitari, trasporti accessibili e ambienti sicuri. Le istituzioni devono integrare la valutazione del rischio climatico nei percorsi assistenziali.

Una guida semplice per una protezione efficace

«La riabilitazione non si ferma alla cura, ma include la prevenzione ambientale», ricorda Paolo Boldrini di Simfer. E come sottolinea Vincenzo Falabella, presidente Fish ETS, «una corretta informazione salva vite».

Il documento FRESCO non è solo uno strumento operativo, ma anche un invito a costruire una società più attenta, accessibile e inclusiva. Anche – e soprattutto – sotto il sole cocente dell’estate.

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