Carta Docente (Foto Max Fischer per Pexels)
Carta Docente anche ai supplenti brevi: la svolta della Corte UE e la campagna Assoutenti
Con una storica sentenza, l’Europa dice stop alla discriminazione dei precari. Assoutenti lancia una campagna nazionale per garantire anche ai supplenti brevi l’accesso al bonus formazione.
Il 3 luglio 2025 la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha sancito che negare la Carta Docente ai supplenti brevi è una forma di discriminazione.
Rispondendo a un rinvio del Tribunale di Lecce, la Corte ha giudicato illegittima la normativa italiana che esclude dal bonus i docenti con incarichi temporanei, pur svolgendo le stesse mansioni degli insegnanti di ruolo. Un principio di equità che mette finalmente in discussione anni di disparità nel trattamento del personale scolastico.
Che cos’è la Carta Docente
La Carta Docente è un bonus di 500 euro annui destinato agli insegnanti di ruolo delle scuole statali. Introdotta nel 2015, serve per finanziare l’aggiornamento professionale: corsi di formazione, acquisto di libri, strumenti tecnologici, ingressi a musei e spettacoli culturali. Ne hanno finora beneficiato circa 700.000 docenti, ma sono sempre stati esclusi i supplenti brevi, nonostante il loro impegno in aula sia paragonabile a quello dei colleghi di ruolo.
Assistenza gratuita per i docenti precari
In seguito alla sentenza, Assoutenti ha avviato una campagna nazionale per offrire supporto legale gratuito a tutti i supplenti brevi che intendono rivendicare il proprio diritto alla Carta Docente. L’obiettivo è accompagnare ogni docente in un percorso di giustizia e riconoscimento del proprio lavoro. “È una questione di dignità e di uguaglianza” afferma Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti.
Come aderire all’iniziativa
Assoutenti invita tutti gli insegnanti con contratti a termine a non rinunciare alla possibilità di accedere al bonus per la formazione. Per ricevere assistenza, è sufficiente compilare il form disponibile sul sito www.assoutenti.it. Un piccolo passo per ciascun docente, un grande passo per una scuola più giusta e inclusiva.

