Giornata della donna, persiste il divario di genere nell'educazione finanziaria

Giornata della donna, persiste il divario di genere nell'educazione finanziaria (foto Pixabay)

Giornata della donna, persiste il divario di genere nell’educazione finanziaria

Secondo uno studio realizzato da Revolut, le donne rimarcano la volontà di preservare la propria autonomia finanziaria. Tuttavia persiste il divario di genere nell’educazione finanziaria e oltre l’80% delle donne pensa che una migliore alfabetizzazione finanziaria potrebbe migliorare la qualità della loro vita

Le donne sono sempre più indipendenti sul risparmio “creativo” e rimarcano la volontà di preservare la propria autonomia finanziaria, ma sulla gestione del denaro continuano a pesare l’inflazione e il gender gap nell’educazione finanziaria: è quanto emerge da uno studio Revolut, realizzato in occasione della Giornata dell’8 marzo.

Donne, gestione del denaro e autonomia finanziaria

Per quanto riguarda la gestione del denaro, il 36% delle donne preferisce tenere i conti separati durante la convivenza con il partner, mentre tra gli uomini solo il 30% la pensa allo stesso modo. Anzi, il 42% degli uomini preferirebbe avere un conto in comune, aspetto su cui è d’accordo solo il 33% delle donne. Mentre più di 1 donna su 4 (26%) vorrebbe invece una soluzione ibrida: un conto unico per le spese comuni e conti separati per le spese individuali.

“Una scelta che – sottolinea lo studio – rimarca la volontà di preservare la propria autonomia finanziaria in un Paese in cui – secondo i dati di Global Thinking Foundation riportati da Revolut – la violenza economica colpisce circa il 25% delle donne, arrivando persino al 40% in alcune regioni italiane”.

Lo studio evidenzia anche il desiderio di molte donne di incrementare le proprie competenze in materia di educazione finanziaria. Il 37% delle intervistate afferma di saper gestire con sicurezza le spese domestiche, ma vorrebbe migliorare nel gestire i budget e gli investimenti per affrontare al meglio la situazione economica attuale, mentre il 10% si affida a un consulente finanziario/partner/familiare che la aiuti a gestire meglio le proprie finanze proprio perché non si sente sicura di sé. C’è poi un 27% che dice di essere molto preoccupata che le proprie finanze personali siano influenzate dall’inflazione, ma non sa esattamente cosa fare.

Oltre l’80% delle donne, quindi, concorda nel dire che una migliore alfabetizzazione finanziaria potrebbe migliorare la qualità della loro vita. “Considerando questo aspetto – osserva l’indagine – non sorprende che le donne considerino di acquistare/investire in prodotti meno rischiosi rispetto agli uomini nel 2023: il 31% afferma di essere interessata ai prodotti di risparmio (contro il 29% degli uomini), il 10% a un’assicurazione medica (contro il 9% degli uomini), mentre prodotti come la carta di credito e i prestiti ottengono rispettivamente il 18% e il 5% delle preferenze, ma sono inferiori di 2 punti percentuali rispetto alle scelte degli uomini”.

Esiste, inoltre, una difficoltà generale, estesa quindi anche agli uomini, a parlare di denaro. Solo il 32% delle donne non ha problemi a parlarne. L’ambito di discussione più arduo è la richiesta di un aumento di stipendio, indicato dal 28% delle donne contro il 23% degli uomini, per cui invece l’aspetto più difficile da affrontare sono le conversazioni sui propri risparmi (lo indica il 23% delle donne).

Segue il 24% delle donne con difficoltà a chiedere sconti nei negozi o per un servizio che intendono acquistare e il 17% che trova complicato parlare di come spende il suo denaro (contro il 13% degli uomini).

Le strategie di risparmio

E quali sono, infine, le strategie di risparmio attuate dalle donne per far fronte al caro prezzi? Secondo l’indagine, più di 1 donna su 4 afferma di aver dovuto apportare cambiamenti significativi o radicali al proprio stile di vita a causa dell’inflazione.

In particolare, con il costo della vita in aumento, il 76% evita di acquistare oggetti di cui non ha davvero bisogno; il 59% limita il consumo di elettricità/gas/acqua; il 46% compra oggetti di seconda mano; il 31% acquista vestiti sempre più durevoli. Infine, il 23% usa di più i mezzi pubblici.


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