Giornata Mondiale del Rifugiato, UNHCR: oltre 122 milioni le persone costrette a fuggire
Giornata Mondiale del Rifugiato, UNHCR: oltre 122 milioni le persone costrette a fuggire
Secondo il nuovo rapporto di UNHCR Global Trends 2024, sono 73,5 milioni le persone sfollate all’interno del proprio Paese
Ricorre oggi, 20 giugno, la Giornata Mondiale del Rifugiato, voluta dalle Nazioni Unite per riconoscere la forza, il coraggio e la determinazione di oltre 122 milioni di persone costrette a fuggire a causa di guerre, violenza, persecuzioni e violazioni dei diritti umani, secondo il nuovo rapporto di UNHCR Global Trends 2024.
Tra le persone costrette alla fuga ci sono quelle sfollate all’interno del proprio Paese a causa di un conflitto, che sono cresciute bruscamente di 6,3 milioni fino a 73,5 milioni alla fine del 2024, e i rifugiati in fuga dai loro Paesi (42,7 milioni di persone). Con 14,3 milioni di rifugiati e sfollati interni, il Sudan rappresenta ora la maggiore crisi di sfollati e rifugiati al mondo, prendendo il posto della Siria (13,5 milioni), seguita da Afghanistan (10,3 milioni) e Ucraina (8,8 milioni).
Inoltre il rapporto rileva che, contrariamente alla percezione diffusa nelle regioni più ricche, il 67% dei rifugiati rimane nei Paesi limitrofi e che i Paesi a basso e medio reddito ospitano il 73% dei rifugiati del mondo.
“Mentre il numero di persone in fuga è quasi raddoppiato nell’ultimo decennio – spiega l’UNHCR – i fondi per rispondere ai bisogni umanitari sono ora all’incirca allo stesso livello del 2015, in un contesto di continui tagli agli aiuti umanitari. Questa situazione è insostenibile e lascia i rifugiati e le persone in fuga dal pericolo ancora più vulnerabili, le donne senza protezione, i bambini senza scuole, intere comunità senza acqua e cibo”.
Giornata Mondiale del Rifugiato, il sondaggio Ipsos sull’opinione pubblica
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato l’UNHCR riporta i dati emersi da un nuovo sondaggio IPSOS, secondo cui due terzi dell’opinione pubblica in 29 paesi (67%) continua a sostenere il principio di offrire rifugio a chi ne ha bisogno. L’Italia supera la media, con il 71% della popolazione che avvalora questa posizione.
“Il quadro generale è difficile, influenzato dai profondi tagli agli aiuti e dall’aumento della tendenza a usare i rifugiati come capri espiatori da parte di alcuni politici e sui social media”, afferma l’UNHCR.
Da alcuni dati rilevati dal sondaggio emerge che in molti Paesi persiste ancora uno scetticismo generale riguardo alle motivazioni che spingono i rifugiati a intraprendere il viaggio: il 62% ritiene che i richiedenti asilo siano principalmente alla ricerca di opportunità economiche piuttosto che in fuga dal pericolo. In Italia, la percentuale di scettici è del 54%.
Questa opinione porta il 49% degli intervistati a esprimere il proprio sostegno alla chiusura totale delle frontiere del proprio paese ai rifugiati. In Italia la maggioranza è di opinione contraria, ma il 40% sostiene questa misura.

