L’importanza del casco sul posto di lavoro

Dispositivi di protezione individuale: il casco

Lavorare in sicurezza è una delle regole più importanti a livello globale. Entrare sul cantiere o nei corridoi di un ospedale, camminare su un’impalcatura o lungo un’autostrada di notte porta con sé tutta una serie di implicazioni, anche normative, che riguardano l’incolumità fisica e l’igiene dell’operatore.

I cosiddetti DPI (acronimo di ‘dispositivo di protezione individuale’) hanno proprio questo obiettivo: rendere sicura qualsiasi mansione, proteggendo le parti del corpo esposte a possibili rischi (scariche elettriche, schiacciamento, spostamenti su terreni accidentati) e sono frutto di una ricerca fatta di continui test nel nome dell’alta tecnologia.

Affinché la cronaca possa raccontare sempre meno incidenti sul posto di lavoro (che purtroppo spesso sono mortali) bisogna perciò partire proprio da qui: dai dispositivi che tutelano la persona nello svolgimento delle varie attività. Scarpe da lavoro, abiti ad alta visibilità e caschi protettivi sono l’Abc del pianeta ‘antinfortunistica’.

 

 

I caschi in particolare risultano indispensabili perché si occupano di proteggere la testa: è probabilmente la parte più delicata (e vitale) del corpo, motivo per il quale merita un’attenzione speciale. Le caratteristiche peculiari dei caschi sono importanti da conoscere per orientarsi nella scelta del prodotto che più fa al caso proprio.

Spetta al datore di lavoro individuare quale sia l’elmetto più adatto, una decisione che segue la procedura di valutazione dei rischi per gli operatori a vario titolo coinvolti nelle attività dell’azienda. Vediamo ora una panoramica di quelli che sono i pericoli più comuni dai quali il caso può proteggere, quale sia la necessaria manutenzione da assicurare al dispositivo ma anche le qualità che non possono mancare, a cominciare da ventilazione interna ed ergonomia.

Guida alla scelta, tra colori e materiali

Il casco da lavoro dovrà essere in grado di tutelare l’operatore da una serie di rischi, classificabili in: elettrici, termici e da schiacciamento ma anche meccanici (sia in caso di caduta oggetti che del lavoratore stesso) e da scarsa visibilità, che richiederanno la presenza di una superficie riflettente.

C’è un gesto quotidiano che deve essere poi assicurato dal lavoratore e che riguarda la pulizia ma in generale la manutenzione del dispositivo: l’integrità è la prima cosa. In vetta alla classifica delle priorità ci sono naturalmente il comfort complessivo e la salute della persona, per cui si dovrà tenere conto dell’ergonomia e della struttura del casco, del peso e della ventilazione interna. Anche il colore non è un dettaglio secondario, per vari motivi: il primo è la visibilità, dovrà essere a contrasto con il colore dell’ambiente circostante anche per rendere più facile l’individuazione dopo un incidente.

Il colore rispecchia anche le mansioni all’interno dell’area di lavoro: in un cantiere sarà diverso a seconda che a indossarlo sia un operatore o il responsabile dell’area. Infine è possibile distinguere quattro macro aree in relazione alla tipologia di lavoro: i caschi ‘standard’ proteggono da tagli e urti, hanno una cuffia ammortizzante all’interno e una cinghia a chiuderli (possibili optional aggiuntivi).

Per particolari mansioni, che richiedono maggiori qualità protettive, ci sono poi i caschi di protezione ‘ad alte prestazioni’, i caschi in grado di resistere al contatto con l’elettricità e quelli ‘forestali’ che offrono protezione alla testa e al viso in abbinamento a cuffie antirumore (perfette per chi lavora con attrezzi come decespugliatori, motoseghe e non solo).

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