Low-cost e bagaglio a mano, le associazioni dei consumatori dell'UE dicono basta ai costi illegittimi (Foto di Sammy-Sander da Pixabay)
Low-cost e bagaglio a mano, le associazioni dei consumatori dell’UE dicono basta ai costi illegittimi
Il BEUC e 16 organizzazioni consumeristiche hanno presentato una segnalazione alla Rete delle Autorità per la Protezione dei Consumatori contro alcune compagnie aeree low cost, per l’applicazione di supplementi per il trasporto del bagaglio a mano
Un’azione coordinata dal BEUC, insieme a 16 organizzazioni consumeristiche provenienti da 12 Stati membri dell’Unione Europea, ha sollevato una significativa contestazione nei confronti delle principali compagnie aeree low-cost in merito ai costi del bagaglio a mano.
“In data 21 maggio 2025 – spiega l’associazioni Codici in una nota – è stata presentata una formale segnalazione alla Rete delle Autorità per la Protezione dei Consumatori, indirizzata contro vettori come Ryanair, EasyJet, Vueling e Wizzair, accusati di violazioni sistematiche della normativa europea in materia di diritti dei passeggeri, con particolare riferimento all’applicazione di supplementi per il trasporto del bagaglio a mano“.
“Nonostante la Corte di Giustizia dell’Unione Europea si sia già espressa nel 2014, con la cosiddetta Sentenza Vueling, affermando il diritto alla gratuità del bagaglio a mano in cabina, purché di dimensioni e peso ragionevoli, milioni di passeggeri continuano a essere soggetti a costi aggiuntivi che in taluni casi possono superare i 75 euro, risultando superiori persino al prezzo del biglietto stesso – ha dichiarato Davide Zanon, Segretario Regionale di CODICI Lombardia. – Tale condotta, già oggetto di sanzioni in Spagna per un ammontare complessivo di 179 milioni di euro, rappresenta una chiara violazione di un diritto sancito a livello europeo, e ne evidenzia l’inaccettabile disapplicazione da parte di numerose compagnie.”
Low cost e bagaglio a mano, le contestazioni del BEUC
Le contestazioni rivolte ai vettori aerei – spiega Codici – si articolano su tre principali ambiti di criticità:
–pratiche commerciali ingannevoli (Dark Patterns): le interfacce di siti web e applicazioni mobili presentano le offerte in modo incompleto o fuorviante, inducendo i consumatori a selezionare opzioni più onerose. Il bagaglio a mano, diritto previsto dalla normativa vigente, viene erroneamente rappresentato come servizio opzionale a pagamento.
–Clausole contrattuali abusive: i contratti di trasporto prevedono oneri aggiuntivi per servizi essenziali, in contrasto con il principio di buona fede contrattuale, imponendo ai passeggeri costi ingiustificati.
–Assenza di trasparenza: i supplementi relativi al bagaglio a mano non sono esplicitamente indicati nelle fasi iniziali del processo di prenotazione, contravvenendo all’articolo 23 del Regolamento (CE) n. 1008/2008, che impone l’indicazione chiara e trasparente del prezzo finale.
“Esemplificazioni concrete di tali pratiche scorrette – prosegue l’associazione – comprendono: EasyJet, che applica tariffe fino a 58 euro per un semplice trolley da cabina; Norwegian Air Shuttle, con supplementi fino a 24,90 euro per singola tratta; Ryanair, che impone costi fino a 75 euro per un bagaglio da 10 kg, spesso attraverso meccanismi manipolativi legati all’acquisto del servizio “Priority”. Volotea, inoltre, limita il diritto al bagaglio completo ai soli membri di programmi a pagamento, mentre Vueling e Wizzair tendono a enfatizzare le opzioni più costose o ad applicare costi significativi per un bagaglio a mano di dimensioni standard”.
Il BEUC e le associazioni nazionali dei consumatori, dunque, richiedono un intervento tempestivo da parte della Commissione Europea e della Rete CPC, volto a: dichiarare l’illegittimità dell’applicazione di supplementi per il bagaglio a mano; imporre l’eliminazione di ogni clausola contrattuale che preveda costi aggiuntivi per tale servizio, adottare una posizione comune, vincolante e uniforme a livello europeo, al fine di garantire l’effettiva tutela dei diritti dei passeggeri su tutto il territorio dell’Unione.
L’intervento di Codici sulla procedura del check-in online
“Anche l’Associazione Codici è attivamente impegnata nella difesa dei diritti dei viaggiatori – prosegue Zanon –. A seguito delle reiterate condotte scorrette da parte di Ryanair in merito alla procedura di check-in online, l’associazione ha promosso un’azione collettiva dinanzi al Tribunale di Milano, mediante il deposito di un ricorso volto a ottenere sia provvedimenti inibitori, sia misure risarcitorie nei confronti della compagnia.”
L’iniziativa intende perseguire un duplice obiettivo: “da un lato, ottenere il rimborso per i consumatori danneggiati; dall’altro, imporre l’immediata cessazione della pratica, obbligando Ryanair a garantire un’informazione trasparente e a rinunciare all’addebito del check-in in aeroporto in caso di disservizi tecnici del portale”.
Codici, infatti, ha documentato numerosi episodi di passeggeri costretti a versare fino a 242 euro per effettuare il check-in in aeroporto, pur avendo tentato correttamente la procedura online.

