Le parole del consumatore: Dark Pattern

Le parole del consumatore: Dark Pattern (fonte immagine: pixabay)

Nei siti di e-commerce che offrono beni o servizi vengono utilizzati sempre più frequentemente i cosiddetti “Dark Pattern“. Ma di cosa si tratta? Lo spiega il Centro Europeo Consumatori Italia.

“I Dark Pattern sono elementi dell’interfaccia creati per indurre gli utenti a compiere determinate azioni, come il chiedere dati personali ovvero l’acquisto di determinati prodotti. Sono quindi, di fatto, delle strategie di marketing nascoste, che utilizzano il design dei siti web per influenzare le scelte degli utenti”.

Ecco due esempi pratici:

Giulia sta cercando una stanza per il suo prossimo fine settimana nella Capitale e, mentre trova una soluzione interessante, le compare un messaggio che la avvisa che quella è l’ultima disponibile a quel prezzo e che ci sono altre 12 persone interessate. Per non perdere l’occasione si affretta a prenotarla.

Luca, invece, sta acquistando il tanto desiderato smartphone e al momento della conferma dell’ordine gli compare un’offerta di sconto “VIP”, senza rendersi conto che nelle condizioni dell’offerta si prevede che l’account “VIP” è gratuito solo se spendi una determinata somma ogni mese, altrimenti ti viene addebitato un abbonamento mensile.

Tali esempi – spiega il CEC Italia – sono solo due di molti. Infatti, tra le situazioni più frequenti si trovano i prodotti che vengono aggiunti rapidamente alla fine del processo dell’ordine, banner evidenziati appositamente per farci cliccare, messaggi di “rimprovero” per aver rifiutato uno sconto, abbonamenti che si attivano con un click, ma che sono quasi impossibili da disdire.

Come difendersi dai Dark pattern? Ecco alcuni accorgimenti

“I dark pattern, al momento, non sono ancora oggetto di una specifica regolamentazione – spiega ancora il CEC Italia – ma sono tra le pratiche commerciali che probabilmente verranno disciplinate, anche a livello europeo, nel prossimo futuro. Non sempre sono tali da integrare una pratica commerciale scorretta ma, in ogni caso, è importante conoscerle e riconoscerle, per diventare consumatori consapevoli e tutelare i nostri acquisti online”.

 

dark pattern

 

Per non incappare in queste piccole trappole, può esser sufficiente adottare alcune piccole cautele. Ecco, dunque, alcuni consigli per tutelarsi:

  • confrontate i prezzi su diversi siti web e verificate se l’offerta è ancora valida, nonostante i costi aggiuntivi.
  • Non lasciatevi mai mettere sotto pressione da avvisi del tipo “è rimasto solo un articolo a questo prezzo”: a volte alcune occasioni, come si suol dire, è meglio perderle che trovarle!
  • Chiedetevi sempre se ciò che vi viene offerto soddisfa realmente le vostre esigenze e corrisponde a quello che davvero cercate.
  • Leggete molto attentamente il riepilogo dell’ordine o della prenotazione ed eliminate tutte le voci/opzioni/servizi indesiderati ed eventualmente aggiunti in automatico dal sistema.
  • Ricordatevi sempre che avete diritto al recesso nei 14 giorni successivi all’acquisto.

Altri strumenti di tutela

Anche adottando le opportune precauzioni, può comunque capitare che non tutto fili liscio. Il CEC Italia ricorda, quindi, che oltre al diritto di recesso nei 14 giorni successivi all’acquisto, una possibilità in più è offerta dalla piattaforma ODR, strumento web gratuito per contattare il professionista in caso di problemi legati agli acquisti online o optare per la scelta di un organismo per la risoluzione alternativa delle controversie.

Ulteriore opportunità viene offerta dal CTCU e dal suo Organismo di conciliazione Conciliareonline.it. Per far valere i propri diritti come consumatore ed acquirente, basta connettersi al portale Conciliareonline.it e accedere alla procedura di risoluzione extragiudiziale delle controversie di consumo derivanti da vendite di beni e servizi online. La procedura, oltre a poter essere condotta interamente online, è totalmente gratuita.


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Scrive per noi

Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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