Minori in vacanza, Garante Privacy: evitare dannose esposizioni sui media

Minori in vacanza, Garante Privacy: evitare dannose esposizioni sui media

“Il diritto del minore alla riservatezza deve essere sempre considerato come primario rispetto al diritto di critica e di cronaca”, lo ricorda il Garante per la protezione dei dati personali, in riferimento ad alcuni recenti episodi di esposizione di minori sui mezzi di informazione ed anche ai resoconti relativi alle vacanze estive.

Minori in vacanza e media, il richiamo del Garante

Il Garante Privacy ricorda a tutti i mezzi di informazione che la normativa sulla protezione delle informazioni personali in ambito giornalistico pone specifiche garanzie a tutela dei minori.

“In particolare, al fine di tutelarne la personalità – spiega – è richiesta l’adozione di particolari cautele volte ad evitare di esporre i minori alla diffusione delle informazioni che li riguardano, ivi compresa la loro immagine, con conseguenze negative che possono riverberarsi sul loro sviluppo sereno all’interno del proprio contesto di vita”.

L’Autorità ricorda, inoltre, che “anche qualora, per motivi di rilevante interesse pubblico e fermo restando i limiti di legge il giornalista decida di diffondere notizie o immagini riguardanti minori, dovrà farsi carico della responsabilità di valutare se la pubblicazione sia davvero nell’interesse oggettivo del minore, secondo i principi e i limiti stabiliti dalla “Carta di Treviso” (art. 7 – Regole deontologiche relative al trattamento di dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2019)”.

 

Minori in vacanza, il richiamo del Garante Privacy
Minori in vacanza, il richiamo del Garante Privacy

Codacons, l’appello: non pubblicare foto dei minori sui social

“Sulle piattaforme web sono sempre più di sovente pubblicati contenuti che immortalano minori, i quali potrebbero rimanere vittime dell’illecito trattamento dei propri dati personali, nonché, ancor peggio, di fattispecie di reato ben più gravi”, denuncia il Codacons.

L’Associazione ha inviato, dunque, una lettera a METER ONLUS, Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, AGCOM, AGCM, Istituto Superiore di Sanità, Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, e dell’istruzione, dell’università e della ricerca, Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, UNICEF e ai principali social network (Facebook, Twitter, Instagram).

“Se seri sono i rischi che l’uso dei minori sui social possa essere sintomatico di pratiche commerciali scorrette, e quindi di ipotesi di pubblicità indiretta o occulta – scrive il Codacons – gravissimi ed irreparabili sono i danni provocati ai minori da condotte illegittime sia di chi posta le foto sui social che di chi, poi, le utilizza per fini illeciti e pedopornografici“.

“Ma non meno gravi – prosegue – sono le corresponsabilità di chi ha il dovere di assicurare la tutela dei minori e forme di controllo e/o ha il potere/dovere di agevolare i monitoraggi anche da parte di associazioni”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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