Minori maltrattati

I dati resi noti stamattina dalla Terza indagine sul maltrattamento di bambini e adolescenti in Italia – condotta dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza con Cismai e Terre des Hommes raccontano storie di sofferenza, disagio, abbandono a danno di minori maltrattati.

Parlano di 113.892 minori che, ogni anno, subiscono maltrattamenti. Ma, soprattutto, ci ricordano che dietro quei numeri si nascondono famiglie in difficoltà e un tessuto sociale sempre più fragile.

Oltre l’emergenza economica

La pandemia ha lasciato ferite profonde nelle famiglie italiane, soprattutto sul piano economico ed educativo. Tuttavia, l’impennata dei casi di maltrattamento non si spiega solo con la crisi materiale. Piuttosto, ciò che emerge è un deterioramento delle capacità di cura, attenzione e tutela dei bambini, anche nei loro bisogni più basilari. In troppe case, il senso stesso di protezione sembra essersi smarrito.

Secondo l’indagine, dal 2018 al 2023 i casi di maltrattamento sono aumentati del 58%. Nel Sud Italia, si è addirittura raddoppiata l’incidenza: da 5 a 10 minori maltrattati ogni mille. Anche il Centro-Nord mostra un incremento preoccupante (+45%).

Un sistema che interviene troppo tardi

Il numero complessivo di bambini in carico ai servizi sociali è rimasto pressoché invariato dal 2018 (374.310), ma sono aumentate la gravità e la frequenza delle segnalazioni. L’età media della presa in carico si concentra tra i 6 e i 17 anni, quando ormai spesso il disagio è già radicato. Solo il 18% dei minori segnalati ha tra 0 e 5 anni. Questo segnala una preoccupante incapacità di intervenire precocemente.

Alla base del problema c’è anche la scarsa diffusione di servizi educativi per l’infanzia: solo il 28% dei bambini sotto i tre anni frequenta un nido, con punte sotto il 15% in alcune regioni del Sud. Una mancanza che ostacola la prevenzione.

Le forme del maltrattamento

La forma più diffusa di maltrattamento è la trascuratezza (37%), nelle sue declinazioni fisica, educativa ed emozionale. Seguono la violenza assistita (34%) – spesso intrafamiliare – e la violenza psicologica (12%). Il maltrattamento fisico rappresenta l’11%, mentre l’abuso sessuale si attesta al 2%, anche se spesso sfugge ai servizi sociali perché affrontato direttamente in sede giudiziaria.

La trascuratezza, in particolare, racconta di bambini privati di cure essenziali, educazione e affetto. La violenza assistita, invece, obbliga i minori a vivere in ambienti carichi di tensione, sopraffazione e abusi anche verso animali domestici.

I numeri delle vittime

La distribuzione tra maschi (51%) e femmine (49%) è equilibrata, ma le forme di maltrattamento variano per genere. I maschi subiscono più spesso trascuratezza educativa e patologia delle cure, le femmine sono più esposte ad abusi sessuali e violenza psicologica.

Nel 87% dei casi i maltrattamenti avvengono all’interno della famiglia. Tuttavia, il sistema di protezione si attiva spesso tardi: nel 52% dei casi le segnalazioni provengono dall’autorità giudiziaria. Scuole, strutture sanitarie e famiglie hanno un ruolo molto più marginale, con i pediatri praticamente assenti (1%).

Una responsabilità collettiva

Secondo Marina Terragni, garante per l’infanzia:

“è impressionante che un terzo dei casi riguardi la violenza assistita, e che l’87% dei maltrattamenti avvenga tra le mura domestiche”.

Per Donatella Vergari (Terre des Hommes), è indispensabile rafforzare i servizi sanitari ed educativi, così da individuare precocemente le fragilità. Marianna Giordano (Cismai) sottolinea invece l’importanza dello studio come strumento di consapevolezza per le politiche pubbliche.

Ma, al di là delle analisi, l’indagine mostra il volto più doloroso della nostra società: l’invisibilità dei piccoli, la disattenzione crescente, l’impoverimento umano ed educativo delle famiglie. Una crisi profonda, che richiede risposte urgenti. Se non si interviene ora, la prossima indagine rischia di fotografare una realtà ancora più grave. E nessuno può permettersi di ignorarlo.

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