Contrasto alla povertà educativa minorile, il Fondo viene confermato fino al 2027 (Foto di Franck Barske da Pixabay)
Contrasto alla povertà educativa minorile, il Fondo viene confermato fino al 2027
Viene confermato fino al 2027 il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile ma con uno stanziamento di 9 milioni per il triennio
Il Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile viene confermato fino al 2027, anche se solo con 3 milioni di euro annui. È la novità contenuta in un emendamento al milleproroghe, approvato oggi. Per il triennio 2025/2027 è stato dunque rifinanziato il fondo che si occupa di contrastare la povertà educativa minorile. In scadenza nel 2024, è stato rifinanziato con 9 milioni di euro fino al 2027.
Vita spiega che l’emendamento approvato “prevede che il Fondo venga prorogato per gli anni 2025, 2026 e 2027, con un finanziamento di 3 milioni di euro per ciascun anno (nel primo triennio la copertura prevista era di 100 milioni l’anno e nel 2024 era stata di 25 milioni di euro)”.
«Il rifinanziamento del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile è un’ottima notizia per tutto il Paese, che potrà così continuare a contare su un vasto cantiere di sperimentazioni volte a contrastare la dispersione scolastica e offrire opportunità educative a bambini e ragazzi in tutta Italia – ha detto il presidente di Acri (Associazione fondazioni e casse di risparmio) Giovanni Azzone – Ed è davvero un bel segnale che il rifinanziamento sia il frutto di una richiesta bipartisan da parte del Parlamento: significa che c’è la consapevolezza di un’emergenza cruciale per il Paese e un riconoscimento trasversale della positiva esperienza di partenariato pubblico-privato sociale del Fondo».
In quasi 10 anni di attività il Fondo ha attivato le comunità educanti del paese e coinvolto il terzo settore in diversi progetti di intervento sulla povertà educativa dei minori.
Conclude il presidente Acri: «Le Fondazioni di origine bancaria continueranno a promuovere e a sostenere convintamente il Fondo, come stanno facendo ininterrottamente dal 2016, quando contribuirono alla sua attivazione, insieme al Governo e al Forum del Terzo Settore».
“Provvedimento importante in un paese con tanti bambini poveri”
«Il ripristino del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile è un provvedimento importante in un Paese ricco che fa pochi figli e che si permette di avere tanti, tanti bambini, bambine, ragazze e ragazzi poveri». Queste le parole consegnate al Sir da Marco Rossi Doria, presidente dell’impresa sociale Con i Bambini, ente attuatore del Fondo, il credito di imposta che permette alle fondazioni di origine bancaria di alimentarlo.
Contro la povertà educativa minorile, nel 2016 è partita un’alleanza fra Fondazioni di origine bancaria, Terzo settore e Governo e la sigla di un protocollo d’Intesa per la gestione del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, destinato “al sostegno di interventi sperimentali finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori”.
Secondo dati di Con i Bambini, in Italia ci sono quasi 1 milione e 400 mila bambini che vivono in povertà assoluta e altri 2,2 milioni sono in povertà relativa. La crisi economica ha inciso fortemente sulle condizioni di vita di bambini e ragazzi e oggi la povertà assoluta aumenta al diminuire dell’età.
La povertà economica, spiega Con i Bambini, “è strettamente legata alla povertà educativa: le due si alimentano reciprocamente e si trasmettono di generazione in generazione. La povertà educativa minorile è un fenomeno multidimensionale, frutto del contesto economico, sociale, familiare in cui vivono i minori. La povertà educativa non è solo legata alle cattive condizioni economiche, ma investe anche la dimensione emotiva e quelle della socialità e della capacità di relazionarsi con il mondo. È un fenomeno che, di fatto, incide sul futuro del Paese e riguarda dunque anche la dimensione più generale dello sviluppo”.

