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I bambini nell’era digitale, Ocse: il 17% dei quindicenni è ansioso o nervoso senza smartphone
Il 17% dei quindicenni è nervoso o ansioso senza i propri dispositivi digitali. Studio Ocse sulla vita dei bambini nell’era digitale
Il 17% dei quindicenni si sente nervoso o ansioso se privato di smartphone e dispositivi digitali. La diffusione dello smartphone a 15 anni è quasi universale e il tempo passato sui media digitali arriva a 30 ore o più a settimana in diversi paesi. “How’s Life for Children in the Digital Age?” è un dossier dell’Ocse (Organisation for Economic Co-operation and Development ) che offre un quadro della vita digitale dei bambini e degli adolescenti nei paesi Ocse.
Il 98% dei quindicenni nei paesi Ocse possiede uno smartphone e il digitale offre grandi opportunità di apprendimento, divertimento e interazione ai bambini ma, spiega la ricerca, “un’esposizione precoce ed eccessiva a un ambiente online crea anche rischi” fra i quali l’uso problematico dei media digitali, l’esposizione a contenuto non adatti ai bambini, comportamenti dannosi e problemi di sicurezza online.
Il 70% dei bambini di 10 anni ha uno smartphone
“I bambini di oggi crescono in un’era di rapida digitalizzazione, che ha un impatto significativo sul loro sviluppo e sulla loro vita quotidiana – si legge nella ricerca – Vengono introdotti ai media digitali in età piuttosto precoce: intorno ai 10 anni, il 93% aveva una connessione Internet nel 2021, secondo i dati del Progress in International Reading Literacy Surveys , rispetto all’85% di dieci anni prima; e in media circa il 70% dei bambini di 10 anni possiede già uno smartphone”.
In media il 96% dei quindicenni ha accesso a un computer o tablet a casa e il 98%, la quasi totalità, ha uno smartphone con connessione Internet. In quasi tutti i paesi Ocse almeno la metà dei quindicenni trascorre 30 o più ore a settimana sui dispositivi digitali, con una minoranza significativa – che va dal 10% in Giappone al 43% in Lettonia – che ha dichiarato di trascorrere 60 o più ore online (dati Pisa 2022).
Media digitali, opportunità e rischi
“I dispositivi digitali offrono ai bambini preziose opportunità di apprendimento, creatività e relazioni sociali, ma sollevano anche preoccupazioni circa i potenziali effetti negativi sul loro benessere. I rischi includono la riduzione delle interazioni faccia a faccia, l’esposizione a contenuti e comportamenti dannosi, l’abuso online e gli impatti negativi sul sonno, sull’attività fisica e sulla salute fisica e mentale generale”, si legge nel dossier, che ricorda comunque come fattori ambientali e personali possano incidere sull’uso problematico o meno dei media digitali.
Qualche dato salta agli occhi: il 51% degli studenti quindicenni nei paesi OCSE dichiara di essere in grado di modificare facilmente le impostazioni digitali per proteggere la propria privacy; il 27,6% dichiara di condividere informazioni inventate sui social network; il 17% dichiara di sentirsi nervoso o ansioso senza i propri dispositivi digitali.
La percentuale di bambini che si sente nervoso o ansioso se privato dei device tecnologici varia dal 29,6% della Turchia al 10% della Corea. In Italia, raggiunge il 16,5%.
I dati mostrano inoltre che il cyberbullismo è in aumento in tutti i paesi Ocse e “una minoranza significativa di bambini segnala un uso problematico dei social media”. Lunghi periodi trascorsi online precludono altre attività fondamentali per bambini e adolescenti, come la lettura, lo sport e la socializzazione con gli amici.
«È fondamentale che tutte le parti interessate collaborino per proteggere e supportare i bambini mentre navigano nel mondo digitale, tenendo conto anche della loro situazione offline, poiché i rischi per il benessere dei bambini in entrambi i mondi spesso si rafforzano a vicenda – ha affermato il Segretario Generale dell’OCSE, Mathias Cormann – Rafforzare la regolamentazione e altri strumenti politici, migliorare l’alfabetizzazione e le competenze digitali dei bambini, fornire orientamenti a genitori e tutori, ampliare la base di dati sulle attività digitali dei bambini e il loro impatto e integrare le prospettive dei bambini nella progettazione delle politiche può contribuire a migliorare la sicurezza, il benessere e le opportunità nel mondo online».

