bambini povertà

Povertà minorile, dati drammatici

La povertà minorile è una piaga sempre più diffusa. In un anno i bambini e i minori in povertà assoluta sono aumentati del 2,1% passando dall’11,4% al 13,5%. Sono oltre 1 milione e 300 mila bambini e ragazzi, 200 mila in più in un solo anno, che non ha accesso a beni e servizi essenziali.

Lo certifica oggi l’Istat e lo ribadisce l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, che chiede di approvare il piano infanzia e assicurare mense scolastiche a tutti. Un passo contro la povertà minorile è quello di assicurare un pasto completo ai minori in povertà assoluta. E per questo servono le mense scolastiche nella scuola dell’infanzia e in quella elementare.

 

istat povertà
Istat povertà assoluta per classe di età, giugno 2021

 

Povertà minorile in peggioramento

I dati dell’Istat diffusi oggi dicono che le condizioni dei bambini e dei minori sono peggiorate. Nel 2020 la povertà assoluta in Italia colpisce 1 milione 337mila minori e l’incidenza varia dal 9,5% del Centro al 14,5% del Mezzogiorno. Ci sono oltre 767mila  famiglie con minori in condizione di povertà, con un’incidenza dell’11,9% (nel 2019 era del 9,7%).

Se si disaggregano i dati per età, «l’incidenza si conferma più elevata – dice l’Istat – nelle classi 7-13 anni (14,2%) e 14-17anni  (13,9%, in aumento) rispetto alle classi 4-6anni (12,8%) e 0-3 anni (12,0%, in crescita rispetto al 2019)».

Garante Infanzia: “Approvare il piano infanzia e assicurare mense scolastiche a tutti”

«Le statistiche dell’Istat non arrivano a sorpresa. Sia perché in Italia il rallentamento dell’economia da anni pesa sui più giovani, sia perché la pandemia ha provocato un peggioramento delle condizioni delle famiglie con uno o più figli», dice l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia) Carla Garlatti.

«È una tendenza preoccupante e una risposta va data. La bozza di piano per l’infanzia, sulla quale ho trasmesso oggi il parere dell’Agia al ministro Elena Bonetti, si sforza di reagire in maniera nuova a un problema vecchio – prosegue Garlatti – Bisogna sì ripensare gli strumenti per sostenere le famiglie indigenti sotto il profilo economico ma occorre farlo in tempi brevi e in maniera più incisiva rispetto a quanto previsto dal piano. Oltre a ciò va assicurato almeno un pasto completo a ogni bambino in condizione di povertà assoluta: l’estensione del servizio di refezione scolastica a tutti gli alunni della scuola dell’infanzia e della scuola primaria va proprio in questa direzione ed è una delle proposte formulate dall’Autorità garante inserite nel piano. Oggi gli edifici scolastici con una mensa sono meno del 40% in tutte le regioni, tranne Valle d’Aosta, Toscana, Friuli-Venezia Giulia e Piemonte. La mensa deve divenire un livello essenziale delle prestazioni, un diritto, anche prevedendo criteri omogenei di compartecipazione dei genitori ai costi e misure di aiuto per i morosi incolpevoli».

L’Agia chiede di finanziare le misure del piano con i fondi del Pnrr per dare risposte all’infanzia e all’adolescenza colpite della pandemia. «Abbiamo formulato richieste per il rafforzamento dei servizi dedicati agli adolescenti con disagio psichico, per gli asili nido come livello essenziale delle prestazioni e sull’introduzione della Convenzione di New York tra gli argomenti oggetto di educazione civica a scuola».

Risultano importanti per l’Agia le azioni del nuovo piano sulla partecipazione dei minorenni nelle scelte che li riguardano, come richiesto tra l’altro dal Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e per il loro coinvolgimento nell’ideazione e attuazione delle iniziative per raggiungere i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030.

Scrive per noi

Redazione
Redazione
Helpconsumatori è la prima e unica agenzia quotidiana d’informazione sui diritti dei cittadini-consumatori e sull’associazionismo organizzato che li tutela.

Parliamone ;-)