Telemarketing aggressivo, Garante Privacy multa Acea Energia per 3 milioni (Foto picjumbo.com per Pexels)
Telemarketing aggressivo, Garante Privacy multa Acea Energia per 3 milioni
Il Garante Privacy ha multato Acea Energia Spa per 3 milioni di euro e un network di agenzie e società per 850 mila euro per telemarketing aggressivo e trattamento illecito dei dati personali
Telemarketing aggressivo e trattamento dei dati personali in modo illecito sotto i riflettori del Garante Privacy, che ha multato Acea Energia Spa per 3 milioni di euro e una rete di agenzie e società per 850 mila euro. Una delle pratiche trovate: gli operatori dei call center contattavano utenti che di recente avevano cambiato gestore di energia e, paventando problemi tecnici, li spingevano ad attivare una nuova fornitura.
Il Garante Privacy ha anche imposto misure correttive verso Acea Energia e il network di agenzie e società, risultate coinvolte in un “massivo sistema di procacciamento di contratti per l’attivazione di forniture di luce e gas basato su pratiche di telemarketing aggressivo e trattamento illecito di dati personali”.
Il Garante spiega infatti che, dagli approfondimenti del Nucleo speciale Tutela privacy e Frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, “sono emersi intrecci e connessioni fra diverse imprese commerciali e persone fisiche che sono apparsi univocamente riconducibili alle attività di procacciamento di contratti per l’attivazione di forniture di servizi energetico”. Le circostanze sono state confermate dalle ispezioni del Garante.
Telemarketing aggressivo per attivare nuove forniture di energia
Sotto accusa tecniche di telemarketing aggressivo e uso di liste di contatti recuperate senza il consenso degli utenti.
Dagli accertamenti, spiega il Garante, “sono emerse prove rilevanti delle attività illecite poste in essere tramite l’utilizzo di liste di utenti che avevano di recente cambiato gestore energetico. Gli operatori di call-center contattavano questi utenti prospettando inesistenti disguidi tecnici nel passaggio tra gestori e, paventando rischi di danni economici, li inducevano ad attivare una nuova fornitura”.
Il sistema sfrutta liste di dati personali acquisite da altre società aderenti al network “in assenza di uno specifico consenso e senza fornire un’informativa preventiva agli interessati, liste che contenevano informazioni dettagliate sugli utenti (numero di telefono, codice fiscale, POD, PDR, matricola del contatore e modalità di pagamento)”.
Dalle indagini, prosegue l’Autorità, è emerso che referenti aziendali di Acea avevano “contatti diretti e costanti con coloro che svolgevano le attività di telemarketing aggressivo. Tuttavia – spiega il Garante – Acea Energia, una volta appreso quanto emerso dalle indagini, ha revocato l’incarico all’agenzia coinvolta negli accadimenti, adottando misure correttive finalizzate ad innalzare il grado di sicurezza dei trattamenti posti in essere per proprio conto”.
Il Garante con due provvedimenti ha applicato sanzioni pari a 3 milioni di euro nei confronti di Acea Energia e di 850 mila euro nei confronti del network di agenzie e società coinvolte.
L’Autorità ha inoltre ingiunto ad Acea Energia di comunicare a tutti gli interessati, i cui dati sono confluiti illecitamente nei suoi sistemi, gli esiti del procedimento e di verificare l’esistenza di sub responsabili non regolarmente contrattualizzati. A tutte le agenzie e le società coinvolte è stato imposto il divieto di utilizzare liste di contatto di cui non possano comprovare la liceità.
Telemarketing aggressivo, Consumatori: cambiare le norme
È ancora telemarketing selvaggio, spiegano le associazioni dei consumatori, che chiedono di rivedere la legislazione su questo fenomeno e di scegliere il sistema dell’opt-in, per il quale solo chi esprime il proprio consenso può essere contattato dalle telefonate promozionali.
«È incredibile che i dati personali degli utenti essenziali per la stipula di un contratto, come codice fiscale, POD e PDR siano nelle mani di operatori qualunque – commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – È l’ennesima dimostrazione che il problema non dipende solo dai call center esteri e che, quindi, non bastano le misure di contrasto al CLI spoofing per risolvere questa piaga».
Per Dona è urgente «una nuova legge contro il telemarketing selvaggio che ci faccia tornare al sistema dell’opt in, che tolga valore ai contratti fatti al telefono fino a che non vengono sottoscritti e rinviati firmati, consideri sempre aggressiva la pratica di telefonare a chi è iscritto al Registro delle Opposizioni anche se si tratta di una singola chiamata, obblighi i call center a usare la numerazione riconoscibile indicata dall’Autorità delle comunicazioni, ossia lo 0844».
Far west telemarketing
Le sanzioni del Garante Privacy sono “l’ennesima dimostrazione del far west che regna in Italia sul fronte del telemarketing”, afferma a sua volta Assoutenti, che chiede un incontro ad Acea.
Il registro delle opposizioni non ha prodotti i risultati sperati e i cittadini sono ancora in balia dei call center, spiega il presidente Gabriele Melluso.
«La nuova multa del Garante è l’ennesima riprova della necessità di un cambio di rotta: oltre alle sanzioni delle autorità, serve introdurre sistemi che obblighino le società e gli operatori a indennizzare in modo diretto i cittadini vittime di telefonate commerciali indesiderate – afferma Melluso – Indispensabile poi un registro delle autorizzazioni dove si iscrivono solo coloro che vogliono essere interpellati telefonicamente per proposte commerciali. Serve cioè una riforma radicale del sistema che porti dall’attuale opt-out al più efficace opt-in, seguendo l’esempio di altri paesi europei, in modo che solo chi fornisce espressa autorizzazione possa ricevere telefonate commerciali, e senza tale consenso call center e operatori non possano più chiamare né disturbare i cittadini».

