Pubblicità al gioco d’azzardo, Top Ads Ltd annuncia ricorso contro il provvedimento Agcom

Pubblicità al gioco d’azzardo, Top Ads Ltd annuncia ricorso contro il provvedimento Agcom

L’Unione Nazionale Consumatori segnala all’Antitrust Sky Italia e Dazn per pubblicità al gioco d’azzardo.

Nel bel mezzo delle partite o dei programmi sportivi, compaiono spot – è l’accusa dell’associazione – che rimandano a siti apparentemente di notizie sportive, ma simili a quelli che in passato promuovevano giochi, lotterie e azzardo. Troppo labile il confine. L’ambiente simile può richiamare intrinsecamente il gioco. Il riferimento dell’UNC è agli spot di “starcasinòsport.it” e “williamhillnews.it.

L’associazione ricorda che non si può fare pubblicità al gioco d’azzardo.

 

Scommesse sportive

 

No alla pubblicità di giochi e scommesse

«È vietato per legge fare pubblicità di giochi e scommesse, ma non tutti sembrano ricordarlo», dice  Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, annunciando la segnalazione per pubblicità ingannevole relativa agli spot delle due piattaforme digitali “starcasinòsport.it” e “williamhillnews.it”.

«È inammissibile – dice Dona- che nel bel mezzo di una partita di calcio o un programma sportivo, che spesso riunisce tutta la famiglia davanti al televisore, vengano trasmessi degli spot che rimandano a siti internet che riportano apparentemente notizie sportive, ma che in realtà sono spesso identici a quelli diffusi in passato per promuovere servizi di giochi e lotterie. Questa scelta presumibilmente, non è casuale: a nostro avviso, gli operatori che gestiscono queste piattaforme, ripresentando nuovamente la stessa ambientazione degli spot, intendono richiamare l’attenzione degli utenti proprio sui servizi di gambling offerti dagli stessi operatori».

L’art. 9 del Decreto “Dignità” (in particolare, il Decreto Legge 12 Luglio 2018, n. 87, recante “Disposizioni urgenti per la dignità dei lavoratori e delle imprese”, convertito con modificazioni dalla Legge 9 Agosto 2018, n. 96) vieta “qualsiasi forma di pubblicità (anche indiretta) su giochi e scommesse con vincite in denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo (…)”.

«L’aver riproposto la stessa ambientazione degli spot di qualche tempo fa – conclude Dona – contribuisce a ricordare i servizi la cui promozione è oggi vietata per legge, evidentemente allo scopo di falsare in modo ingannevole l’iter decisionale dei consumatori, specie quelli più fragili, come gli adolescenti o i soggetti dipendenti dal gioco d’azzardo, i quali si trovano, senza averne pienamente consapevolezza, nella rete dei servizi di gambling. Per questo motivo chiediamo l’intervento delle autorità competenti che intervengano qualora riconoscano un illecito».


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