(Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
Referti medici e intelligenza artificiale: il Garante Privacy lancia l’allarme
Sempre più utenti caricano online dati clinici sensibili per ottenere interpretazioni da strumenti di IA generativa. Il Garante avverte: gravi i rischi per la privacy e la salute.
La tendenza a caricare referti medici, radiografie e analisi cliniche su piattaforme di intelligenza artificiale generativa per ottenere risposte o diagnosi sta crescendo rapidamente.
Un comportamento che, secondo il Garante per la protezione dei dati personali, presenta rischi rilevanti, tanto sul piano della riservatezza quanto su quello dell’affidabilità delle risposte fornite. L’utilizzo di strumenti non certificati come dispositivi medici può infatti produrre indicazioni errate e pericolose per la salute.
I rischi per la privacy: dati sanitari sensibili in balia degli algoritmi
Il Garante richiama l’attenzione sull’importanza di verificare come vengono trattati i dati sanitari caricati online. Le piattaforme di IA generativa devono pubblicare informative chiare e accessibili, ma spesso gli utenti ignorano se i propri documenti vengano poi cancellati, conservati o addirittura utilizzati per addestrare nuovi modelli. La possibilità che informazioni estremamente personali finiscano per essere elaborate e archiviate in modo non trasparente rappresenta un serio problema di protezione dei dati.
La supervisione umana è fondamentale: lo dicono le normative
Nonostante le capacità tecniche sempre più avanzate dell’IA, il Garante sottolinea la necessità di un’intermediazione umana qualificata in tutte le fasi dell’elaborazione dei dati sanitari. Il Regolamento europeo sull’IA e il Consiglio Superiore di Sanità concordano: la supervisione umana è irrinunciabile per garantire la sicurezza dei pazienti. Questa deve essere presente fin dallo sviluppo dei sistemi, durante l’addestramento, nei test e nella loro messa in funzione.
Un richiamo anche agli sviluppatori e al settore sanitario
Nel documento pubblicato a maggio 2024 sul fenomeno del web scraping, l’Autorità ribadisce i pericoli della raccolta indiscriminata di dati personali online da parte dei sistemi di IA generativa. Gli sviluppatori sono invitati a prestare massima attenzione al trattamento dei dati e ad adottare misure che rispettino i principi di liceità, trasparenza e sicurezza. Anche le strutture sanitarie sono chiamate a vigilare, soprattutto quando si progettano strumenti digitali che interagiscono con referti diagnostici.
Affidarsi sempre al medico, non all’algoritmo
Il Garante invita i cittadini a riflettere prima di caricare referti medici su piattaforme di IA. La generazione automatica di diagnosi o pareri può sembrare comoda, ma è tutt’altro che sicura. La valutazione finale deve rimanere nelle mani di un professionista sanitario, l’unico in grado di interpretare correttamente i dati clinici e garantire una diagnosi affidabile e personalizzata. In ambito sanitario, la tecnologia può essere un supporto, non un sostituto della competenza umana.

