Trattato globale sulla plastica, ad agosto i nuovi negoziati (Immagine generata dall'AI, Foto di Pete Linforth da Pixabay)
Trattato globale sulla plastica, ad agosto i nuovi negoziati
Si svolgeranno dal 4 al 14 agosto in Svizzera i nuovi negoziati per un Trattato globale sulla plastica, che sia giuridicamente vincolante. Il WWF invita ad arrivare a un documento anche senza l’unanimità
Continueranno in Svizzera ad agosto i negoziati per arrivare a un Trattato globale sulla plastica e “sviluppare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante” sull’inquinamento da plastica. Una crisi mondiale che mette a rischio salute umana e salute del pianeta. Si stima che ogni giorno circa 30 mila tonnellate di plastica si riversino negli oceani.
In vista dei prossimi negoziati, il WWF denuncia il rischio flop per il Trattato globale sulla plastica e chiede agli Stati di agire con tutti gli strumenti disponibili, anche formando una coalizione di maggioranza, per arrivare a un trattato efficace anche senza l’unanimità.
Verso un Trattato globale sull’inquinamento da plastica
Dal 5 al 14 agosto i governi di tutto il mondo si riuniranno a Ginevra per l’ultima sessione negoziale del Trattato globale sull’inquinamento da plastica (INC-5.2).
L’obiettivo dei negoziati è di arrivare a “uno strumento internazionale giuridicamente vincolante sull’inquinamento da plastica, compreso l’ambiente marino”.
Nel 2022 gli Stati membri delle Nazioni Unite all’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente hanno deciso all’unanimità di elaborare un Trattato giuridicamente vincolante per porre fine all’inquinamento da plastica. La risoluzione delinea lo sviluppo di un Trattato con regole e obblighi globali per tutto il ciclo di vita della plastica, responsabilizzando le nazioni, le aziende e la società nell’eliminazione dell’inquinamento da plastica.
“L’inquinamento da plastica rappresenta una minaccia per ogni forma di vita presente sul nostro Pianeta e richiede una soluzione globale attraverso un trattato vincolante con obblighi comuni – spiega il WWF – Se a INC-5.2 non si raggiungerà questo obiettivo, rischiamo di costruire un futuro caratterizzato da alti livelli di inquinamento, sempre più difficili e costosi da contrastare”.
In vista di questo evento, il WWF invita gli Stati a usate tutti le procedure disponibili, “inclusa la possibilità del voto o la formazione di una coalizione di maggioranza”, per garantire l’adozione di un trattato ambizioso e legalmente vincolante. Con la via dell’unanimità c’è infatti il rischio del flop e del blocco dei progressi per l’azione di una minoranza di Stati. “È ormai evidente – afferma il WWF – che la via del consenso formale difficilmente porterà a un Trattato efficace ma ci sono percorsi alternativi da intraprendere”.
“Negoziati sul filo del rasoio”
«In un contesto geopolitico instabile, questi negoziati sono sul filo del rasoio – ha dichiarato Zaynab Sadan, Global Plastics Policy Lead del WWF – I Paesi produttori di petrolio stanno strumentalizzando il consenso per minare l’accordo, non per costruirlo. Questo non è multilateralismo, è ostruzionismo. La mancanza di consenso non implica necessariamente lo stallo. La maggioranza ambiziosa deve ora scegliere la propria strada: tramite il voto o la creazione di una coalizione. Rifiutando l’ostruzionismo e facendo leva sulla propria forza numerica, può costruire un trattato che protegga davvero le persone e il Pianeta».
Inquinamento da plastica, salute a rischio
Sono molteplici gli studi scientifici che ormai denunciano i rischi dell’inquinamento da plastica, da microplastiche e dalle sostanze tossiche associati. Fra gli effetti biologici il WWF, sulla base di un rapporto realizzato con l’Università di Birmingham su quasi 200 studi scientifici peer-reviewed, ricorda l’interferenza della plastica con il sistema endocrino e i tumori ormono-correlati, la compromissione della fertilità, le patologie respiratorie croniche.
Va dunque seguito il principio di precauzione che impone di agire e di adottare misure anche in assenza di certezze assolute. Da qui l’esigenza di un trattato sulla plastica, giuridicamente vincolante, che affronti l’inquinamento da plastica, comprenda divieti globali e l’eliminazione delle sostanze e dei prodotti più dannosi. L’obiettivo è arrivare appunto a un documento, sostenuto dalla maggioranza dei paesi, con una serie di misure efficaci. Il WWF ne elenca alcune: divieti globali sui prodotti di plastica e sulle sostanze chimiche più dannose; requisiti comuni di progettazione dei prodotti per garantire la transizione verso un’economia circolare non tossica; sostegno finanziario e tecnico ai Paesi in via di sviluppo per garantire un’attuazione equa; meccanismi di aggiornamento e rafforzamento del Trattato nel tempo.

