Salario minimo, il Parlamento UE approva le nuove regole

Salario minimo, il Parlamento UE approva le nuove regole

Il salario minimo nell’UE dovrebbe garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose e i Paesi UE dovrebbero promuovere la contrattazione collettiva delle retribuzioni: questo il parere del Parlamento Europeo, che ha approvato mercoledì in via definitiva la nuova legislazione sui salari minimi adeguati nell’UE. Il Consiglio dovrebbe approvare formalmente l’accordo a settembre e i Paesi UE disporranno di due anni di tempo per conformarsi alla direttiva.

“La legge, concordata a giugno con il Consiglio, intende migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutti i lavoratori dell’UE e promuovere progressi in ambito economico e sociale – spiega il Parlamento in una nota. – A tal fine, vengono definiti i requisiti essenziali per l’adeguatezza dei salari minimi garantiti, come stabilito dalle leggi nazionali e/o dai contratti collettivi. La legge vuole inoltre migliorare l’accesso effettivo dei lavoratori alla tutela garantita dal salario minimo”.

La nuova direttiva si applicherà a tutti i lavoratori dell’UE con un contratto o un rapporto di lavoro. Mentre i Paesi UE in cui il salario minimo gode già di protezione, grazie ai contratti collettivi, non saranno tenuti a introdurre queste norme o a rendere gli accordi già previsti universalmente applicabili.

Salario minimo, la valutazione dell’adeguatezza

Attualmente – si legge nella nota – i salari minimi più alti sono accordati in Lussemburgo, Irlanda e Germania; quelli più bassi in Bulgaria, Lettonia ed Estonia. Nell’UE, 21 paesi su 27 hanno un salario minimo garantito, mentre gli altri sei (Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Italia e Svezia) determinano i livelli salariali sulla base della contrattazione collettiva delle retribuzioni.

 

salario minimo

 

Secondo quanto previsto dalla nuova legislazione, la definizione del salario minimo rimane di competenza dei singoli Stati membri, i quali dovranno però garantire che i loro salari minimi consentano ai lavoratori una vita dignitosa, tenendo conto del costo della vita e dei più ampi livelli di retribuzione.

Per quanto riguarda la valutazione dell’adeguatezza dei salari minimi garantiti esistenti, i Paesi UE potranno determinare un paniere di beni e servizi a prezzi reali, o fissarlo al 60% del salario mediano lordo e al 50% del salario medio lordo.

Secondo il Parlamento UE, inoltre, la contrattazione collettiva a livello settoriale e interprofessionale è “un fattore essenziale per determinare i salari minimi adeguati e, pertanto, deve essere promossa e rafforzata sulla base delle nuove regole”. Pertanto gli Stati membri in cui meno dell’80% dei lavoratori è interessato dalla contrattazione collettiva, dovranno – congiuntamente alle parti sociali – stabilire un piano d’azione per aumentare tale percentuale.

Monitoraggio e diritto di ricorso

Nel testo concordato viene introdotto anche l’obbligo per i Paesi UE di istituire un sistema di monitoraggio affidabile, nonché controlli e ispezioni sul campo, per garantire conformità e contrastare i subappalti abusivi, il lavoro autonomo fittizio, gli straordinari non registrati o la maggiore intensità di lavoro.


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