Salario minimo, raggiunto l'accordo sulle nuove regole nell'UE

Salario minimo, raggiunto l'accordo sulle nuove regole nell'UE (Fonte immagine: Pixabay)

I negoziatori del Parlamento e del Consiglio hanno concordato le regole dell’UE per fissare salari minimi adeguati, come previsto dalla legge nazionale e/o dai contratti collettivi. La nuova normativa si applicherà a tutti i lavoratori dell’UE che hanno un contratto di lavoro o un rapporto di lavoro – si legge nella nota del Parlamento UE – mentre i Paesi dell’UE in cui il salario minimo è tutelato esclusivamente tramite contratti collettivi non saranno obbligati a introdurlo né a rendere tali accordi universalmente applicabili.

L’accordo politico provvisorio raggiunto dovrà essere approvato prima dalla commissione per l’occupazione e gli affari sociali, seguito da una votazione in plenaria, e dal Consiglio.

L’accordo sul salario minimo

Nell’UE 21 paesi su 27 hanno un salario minimo legale, mentre negli altri sei (Austria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Italia e Svezia) i livelli salariali sono determinati attraverso la contrattazione collettiva. Espressi in euro, i salari minimi mensili variano ampiamente nell’UE, da 332 euro in Bulgaria a 2.202 euro in Lussemburgo.

Secondo l’accordo – si legge nella nota – gli Stati membri dovranno valutare se i loro salari minimi legali esistenti (cioè il salario più basso consentito dalla legge) siano adeguati per garantire un tenore di vita dignitoso, tenendo conto delle proprie condizioni socioeconomiche, del potere d’acquisto o del livelli e sviluppi della produttività nazionale a lungo termine.

Per la valutazione di adeguatezza, in particolare, i paesi dell’UE possono istituire un paniere di beni e servizi a prezzi reali; possono anche applicare valori di riferimento indicativi comunemente usati a livello internazionale, come il 60% del salario medio lordo e il 50% del salario medio lordo.

 

salario minimo

 

Le detrazioni o variazioni del salario minimo dovranno essere non discriminatorie, proporzionate e avere un obiettivo legittimo, come il recupero delle somme pagate sopravvalutate o le detrazioni disposte da un’autorità giudiziaria o amministrativa.

Rafforzare la contrattazione collettiva

I negoziatori dell’UE hanno convenuto anche che i paesi dell’UE dovranno rafforzare la contrattazione collettiva settoriale e intersettoriale, come fattore essenziale per proteggere i lavoratori, fornendo loro un salario minimo.

Gli Stati membri in cui meno dell’80% della forza lavoro è protetta da un contratto collettivo dovranno creare un piano d’azione per aumentare progressivamente questa copertura, coinvolgendo le parti sociali e informando la Commissione delle misure adottate, e rendere pubblico il piano.

Monitoraggio e diritto al risarcimento

Il testo concordato, inoltre, introduce l’obbligo per i paesi dell’UE di istituire un sistema di applicazione, compresi monitoraggio, controlli e ispezioni sul campo affidabili, per garantire la conformità e affrontare i subappalti abusivi, il lavoro autonomo fittizio, gli straordinari non registrati o l’aumento dell’intensità di lavoro.

Le autorità nazionali dovranno garantire il diritto al ricorso per i lavoratori i cui diritti sono stati violati e le autorità devono adottare le misure necessarie a tutela dei lavoratori e delle rappresentanze sindacali.


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